
Il futuro parcheggio di Caneve continua a dividere Arco. Da una parte la volontà della Giunta Fiorio di realizzare una struttura sopraelevata, dall’altra le richieste di approfondire una soluzione interrata, avanzate da cittadini e consiglieri di opposizione. Il vicesindaco Marco Piantoni conferma l’orientamento dell’amministrazione, mentre il passaggio in Consiglio comunale slitta a novembre.
L’intervento, dal valore indicativo di 6,6 milioni di euro, punta ad aumentare sensibilmente la capacità dell’area di sosta di Caneve, una delle principali porte di accesso alla città.
La soluzione prospettata è una struttura in carpenteria metallica sviluppata in elevazione.
Il confronto con l’ipotesi interrata
Nell’ultima seduta del consiglio comunale di Arco, durante il question time, sollecitato dal capogruppo PATT Carlo Pedergnana, il vicesindaco Piantoni ha richiamato le difficoltà tecniche ed economiche di un parcheggio sotterraneo, anche in relazione alla vicinanza del fiume Sarca e alla necessità di garantire spazi per diverse tipologie di veicoli.
La soluzione interrata, tuttavia, non sarebbe stata approfondita fino a una progettazione comparabile a quella sopraelevata.
È proprio questo uno dei nodi sollevati dai critici: comprendere se la scelta progettuale sia sostenuta da un confronto sufficientemente completo fra costi, sicurezza, impatto paesaggistico e funzionalità.
Le 412 firme e il paesaggio
Il dibattito è alimentato anche dalla petizione sottoscritta da 412 cittadini, contrari alla soluzione fuori terra e favorevoli a un approfondimento dell’alternativa interrata.
Il consigliere di Campobase Nicola Cattoi ha richiamato in particolare l’impatto visivo della struttura, chiedendo di considerare come il nuovo parcheggio apparirebbe dal Castello di Arco.
La questione riguarda dunque non soltanto il numero dei posti auto, ma anche l’inserimento dell’opera in un contesto paesaggistico particolarmente delicato.
La decisione definitiva non è ancora stata assunta dal Consiglio comunale. Il confronto proseguirà nelle prossime settimane, quando l’amministrazione sarà chiamata – durante la prossima seduta del consiglio comunale – a illustrare le ragioni tecniche e politiche della soluzione scelta.
(n.f.)