
Non si spegne il dibattito attorno alla panchina rimossa nei pressi del capitello di San Giuseppe, in via Virgilio, a Riva del Garda. Dopo la consegna in municipio delle circa 400 firme raccolte dai residenti per chiederne il riposizionamento e le prese di posizione dell’opposizione, interviene ora il sindaco Alessio Zanoni, che respinge le accuse rivolte all’amministrazione e rivendica la correttezza dell’operato del Comune.
Il primo cittadino contesta innanzitutto la ricostruzione secondo cui il promotore della petizione avrebbe cercato invano un confronto diretto con sindaco e assessori.
«Non è mai stato chiesto un appuntamento, né a me né ad alcun assessore – afferma Zanoni –. Giordano Michelotti conosce bene le modalità per fissare un incontro e ha da sempre il mio numero di telefono. Ogni volta che mi ha cercato ha trovato disponibilità al dialogo. Per questo è spiacevole leggere una ricostruzione che lascia intendere un’Amministrazione chiusa, quando i fatti raccontano il contrario».
Il sindaco ricostruisce poi l’origine della vicenda, ricordando che la panchina «non è stata rimossa per un capriccio del Comune», ma perché era stata spostata autonomamente dalla sua collocazione originaria, nella Galleria Mimosa, e posizionata sul retro del capitello di San Giuseppe, in un’area privata gravata da servitù di passo.
«Dopo una segnalazione avevamo un solo dovere: ripristinare la situazione nel rispetto della proprietà privata e delle regole. Nessuna amministrazione responsabile avrebbe potuto comportarsi diversamente».
Zanoni respinge inoltre le insinuazioni avanzate, a suo dire, da alcuni esponenti dell’opposizione, che avrebbero collegato la decisione a presunti rapporti personali tra il sindaco e il proprietario dell’area.
«È un’accusa grave e completamente priva di fondamento, utile soltanto a gettare discredito sull’Amministrazione», scrive, osservando come anche chi sostiene la raccolta firme abbia rapporti personali con il promotore dell’iniziativa. «Non c’è nulla di male nell’avere amicizie – precisa – ma diventa discutibile quando sembrano trasformarsi in sostegno politico a richieste che non possono essere accolte perché contrarie alle regole».
Secondo il sindaco, il punto centrale resta uno soltanto: il Comune non può installare una panchina pubblica su un terreno privato.
Per questo ricorda che una soluzione alternativa è già stata proposta. «A meno di trenta metri dal capitello esiste un’area pubblica dotata di due panchine, una fontanella, un cestino e ombreggiata dai pini marittimi. L’amministrazione si è detta disponibile anche a valorizzarla insieme ai residenti».
Il messaggio conclusivo è rivolto al ruolo delle istituzioni. «Continuerò a scegliere la strada meno comoda ma più corretta: quella della trasparenza, dell’ascolto e del rispetto delle regole. Le istituzioni si difendono applicando le stesse regole a tutti, non facendo eccezioni per chi raccoglie più firme o alimenta più polemiche».
(n.f.)