
Riaprirà il prossimo 20 giugno il Rifugio SAT Tosa – Tomaso Pedrotti, alla Bocca di Brenta a quota 2.491 metri, dopo un anno di chiusura dedicato agli interventi di ristrutturazione e riqualificazione. La riapertura coinciderà con l’avvio della nuova stagione dei rifugi alpini ed è una delle mete preferite per gli escursionisti d’alta quota..
Storica meta del Gruppo di Brenta e tra i rifugi più frequentati delle Dolomiti trentine, il Tosa Pedrotti è stato interessato da un ampio intervento di ammodernamento volto a migliorare efficienza energetica, sicurezza e funzionalità, mantenendo però inalterata l’identità storica della struttura.
Il presidente della SAT Cristian Ferrari ha evidenziato il lavoro svolto in collaborazione con Provincia autonoma di Trento, Servizio Turismo, uffici tecnici SAT, Servizio Foreste e Parco Naturale Adamello Brenta. Ferrari ha inoltre richiamato l’attenzione sul tema dell’approvvigionamento idrico in quota, definendolo una delle principali sfide per i rifugi alpini anche in relazione agli effetti della crisi climatica.
Tra gli interventi più significativi figura il rifacimento della copertura: il vecchio tetto in cemento è stato sostituito con una struttura più leggera in acciaio e legno, rivestita in zinco titanio, capace di migliorare isolamento termico e stabilità dell’edificio. Installati anche pannelli fotovoltaici che consentiranno di ridurre di circa il 50% il consumo di gasolio.
Resta invece ancora aperto il tema della nuova cisterna per la raccolta dell’acqua. Il progetto richiederà ulteriori verifiche geologiche dopo i recenti crolli rocciosi sui versanti di Cima Falkner. L’opera è considerata strategica per garantire continuità all’approvvigionamento idrico durante la stagione estiva.
Il gestore Franco Nicolini sottolinea come il rifugio debba oggi rispondere a nuove esigenze gestionali e ambientali senza perdere il proprio spirito originario di luogo di accoglienza e presidio della montagna. Nella gestione sarà affiancato dai familiari Davide, Elena, Sandra e Federico.
L’intervento, affidato all’impresa Dallapè e alla carpenteria Ferrari, è stato realizzato in condizioni operative particolarmente complesse legate all’alta quota. Il progetto porta la firma dello studio STAMI Architettura guidato da Stefano Pasquali.
La riqualificazione ha interessato anche gli spazi interni, senza aumentare significativamente i volumi: i posti letto restano 120, ora distribuiti in camere da 4 a 6 persone più funzionali. Conservati gli elementi storici in dolomia, mentre il terzo piano, dipinto di rosso e illuminato verso i principali sentieri di accesso, è stato trasformato in un nuovo “faro” visivo nel cuore delle Dolomiti di Brenta.

