
Una nuova insegna che si accende in un paese non rappresenta soltanto un’attività economica che nasce. Significa un servizio in più, persone che investono nel luogo in cui vivono, occasioni d’incontro e, soprattutto nei centri più piccoli, un altro pezzo di comunità che sceglie di restare vivo.
È questo il significato che l’amministrazione comunale di Tenno ha voluto attribuire all’inaugurazione del nuovo laboratorio Edi Carni, salutata nei giorni scorsi anche dal sindaco Giuliano Marocchi e dalla vicesindaca Ilaria Bagozzi.
Una storia imprenditoriale, certamente, ma che racconta qualcosa di più ampio: il valore assunto dalle attività di prossimità in territori nei quali mantenere servizi e opportunità significa contrastare progressivamente il rischio che i paesi diventino semplicemente luoghi nei quali abitare, perdendo invece quella rete quotidiana di relazioni che ne costituisce l’identità.
«Molto più di semplici realtà economiche»
Lo sottolinea proprio il Comune. «Le attività e i servizi presenti nei nostri paesi sono molto più di semplici realtà economiche: sono presìdi di Comunità, occasioni di incontro e punti di riferimento per chi vive quotidianamente il territorio. Sostenerli significa contribuire a mantenere vivi e attrattivi i nostri paesi».
Una riflessione che assume un significato particolare a Tenno, territorio composto da diverse frazioni, dove la prossimità di un servizio conserva anche una funzione sociale.
Dietro un bancone non passa soltanto un acquisto: passano persone, parole, conoscenza reciproca. Quella quotidianità apparentemente minuta sulla quale, da sempre, si costruisce la vita di una comunità.
La nuova realtà porta inoltre con sé una particolarità: ospita un punto CLS, servizio legato alla Riserva Cacciatori di Tenno e presente, secondo quanto riferito dall’amministrazione, in appena tre realtà del Trentino. «È un fiore all’occhiello per la nostra sezione e per l’intero sistema trentino – ha spiegato il rettore della Riserva Ivo Bonomi –. Un servizio qualificato, svolto con serietà e professionalità, che rappresenta un’eccellenza riconosciuta e apprezzata anche fuori dal nostro territorio».
All’inaugurazione, accompagnata dalla benedizione di padre Giancarlo, ha partecipato anche l’assessore provinciale Mario Tonina.
Una storia che parte da papà Edi
Ma dietro la nuova insegna c’è soprattutto una storia familiare. A ricordarla è la vicesindaca Ilaria Bagozzi. «Questa inaugurazione porta con sé soprattutto una storia di famiglia, quella di papà Edi, che ha trasmesso la passione per questo lavoro e che oggi continua a vivere nel nome e nell’anima di questo progetto». Ed è forse proprio qui che economia di prossimità e radici finiscono per incontrarsi. Aprire una nuova attività significa guardare al futuro, ma qualche volta significa farlo portandosi dietro una storia.
Per un piccolo territorio è un segnale tutt’altro che secondario: perché i paesi rimangono vivi non soltanto quando aumentano gli abitanti o arrivano nuovi visitatori, ma quando continuano ad avere luoghi, servizi e persone capaci di creare relazioni.
E quando una nuova porta si apre sulla strada, dietro quella porta può esserci molto più di un negozio. Può esserci un altro piccolo pezzo di comunità.
(n.f.)


