
Non è stata soltanto una votazione urbanistica. La bocciatura della richiesta di realizzare una foresteria per i dipendenti dello Smart Hotel di via Santa Caterina ha riportato al centro del dibattito consiliare il modello di sviluppo turistico di Arco e le risposte da dare alla crescente difficoltà di reperire personale nel settore dell’ospitalità.
Martedì sera il consiglio comunale ha respinto, con voto segreto, il permesso di costruire in deroga richiesto dalla struttura ricettiva per recuperare il sottotetto e ricavare alcuni alloggi destinati ai lavoratori. L’esito della votazione – sette voti favorevoli, sette contrari e sette astensioni – non ha consentito l’approvazione della delibera, facendo così decadere la proposta.
Nella stessa seduta è stata respinta anche una seconda richiesta di deroga urbanistica relativa alla trasformazione di un edificio residenziale di Mandrea in agriturismo.
Sul progetto dello Smart Hotel il confronto politico è stato particolarmente acceso. Le forze di minoranza hanno parlato di un’occasione mancata per affrontare uno dei problemi più sentiti dalle imprese turistiche del territorio.
Il consigliere di Campobase Nicola Cattoi ha ricordato come il tema delle foresterie fosse già stato sollevato durante la precedente amministrazione da numerosi operatori economici e anche da realtà del settore sanitario. A suo giudizio, la realizzazione degli alloggi avrebbe consentito di liberare appartamenti oggi occupati dai lavoratori, producendo un beneficio più ampio per il mercato abitativo cittadino.
Sulla stessa linea Mauro Ottobre di Arco Dinamica, che ha definito la bocciatura una scelta ideologica, sostenendo che in passato il Comune abbia già autorizzato deroghe analoghe. Per Ottobre, l’amministrazione avrebbe dovuto cogliere l’opportunità di offrire una risposta concreta alle esigenze delle imprese senza entrare nel merito delle loro scelte organizzative.
Perplessità anche da parte del consigliere di centrodestra Alessandro Amistadi, che ha dichiarato di non ravvisare elementi di speculazione nell’intervento proposto, ribadendo al tempo stesso i propri dubbi sul progetto della futura foresteria nell’area dell’ex Buzzi.
Di diverso avviso la maggioranza. L’assessora all’ambiente Chiara Parisi ha invitato a superare una visione legata esclusivamente al turismo stagionale, ricordando come molte strutture ricettive di Arco siano ormai operative per gran parte dell’anno. Secondo Parisi, il vero obiettivo deve essere quello di migliorare la qualità del lavoro e favorire condizioni abitative e occupazionali più stabili per chi sceglie di lavorare nel settore.
Una posizione condivisa anche dal consigliere Alessandro Manara, che ha richiamato la necessità di valutare con maggiore attenzione le deroghe urbanistiche rispetto al passato, e dalla sindaca Arianna Fiorio, che ha respinto le accuse di un approccio ideologico. Per la prima cittadina, il tema non riguarda un presunto atteggiamento contrario agli imprenditori, ma la volontà di perseguire un modello di sviluppo capace di conciliare le esigenze dell’economia con l’interesse generale della comunità.
La discussione lascia così aperto un confronto destinato a proseguire anche nei prossimi mesi: come garantire alle imprese turistiche il personale di cui hanno bisogno senza rinunciare a una diversa idea di città e di accoglienza. Un equilibrio sul quale, ad Arco, la politica continua a dividersi.