
Il caldo non concede tregua e i temporali continuano a fermarsi alle porte del Garda. L’estate 2026, almeno fino a questo momento, sta scrivendo pagine destinate a entrare negli archivi meteorologici del territorio. A raccontarlo è Matteo Calzà, meteorologo e fondatore di Garda-Meteo.com, che fotografa una situazione definita «ai limiti dell’eccezionalità».
Anche venerdì sera, infatti, le celle temporalesche si sono praticamente dissolte prima di raggiungere il lago. Solo una debole pioggia ha interessato per una trentina di minuti l’Alto Garda, con pochi decimi di millimetro di precipitazione, insufficienti a migliorare una situazione idrica sempre più critica.
Il dato che colpisce maggiormente riguarda le temperature massime. A Riva del Garda si sono infatti registrati 25 giorni consecutivi con valori superiori ai 30 gradi, una sequenza che, secondo Calzà, rappresenta con ogni probabilità il nuovo record da quando conserva gli archivi meteorologici, iniziati nel 1995.
Ma non è soltanto il caldo diurno a preoccupare. A rendere ancora più pesante questa estate sono soprattutto le cosiddette notti tropicali, quando la temperatura minima non scende sotto i 20 gradi, impedendo agli edifici e all’organismo di raffrescarsi.
Da maggio a oggi le minime tropicali sono già 18, tre in più rispetto alla media dell’intero periodo 1995-2025, che si ferma a 15 giornate nell’arco di un anno. E siamo soltanto a metà stagione estiva.
Il record assoluto resta quello del 2024, con ben 43 notti tropicali, un primato favorito da un agosto eccezionalmente caldo e afoso, quando ben 22 giorni su 31 superarono la soglia dei 20 gradi durante la notte. Più raggiungibile appare invece il secondo posto occupato dal 2022 con 30 notti tropicali.
Interessante anche il confronto con la storica estate del 2003, ricordata da tutti come una delle più torride degli ultimi decenni. Quell’anno, osserva Calzà, le notti tropicali furono 21, appena tre in più rispetto a quelle già registrate quest’anno. La differenza, però, era sostanziale: il 2003 fu caratterizzato da un caldo molto secco che permetteva alle temperature notturne di scendere più facilmente sotto i 20 gradi. L’estate 2026, invece, si distingue per un’afa persistente che rende il riposo notturno sempre più difficile.
Resta infine l’incognita dei temporali previsti nelle prossime ore. Dopo settimane di piogge mancate, il territorio continua ad attendere precipitazioni significative, indispensabili per alleviare una siccità che, giorno dopo giorno, assume contorni sempre più preoccupanti.
(n.f.)