
Il ritorno dell’abete naturale e la nuova collocazione al centro di piazza III Novembre convincono il Partito Democratico di Arco. Ma il Circolo guidato da Renato Miorelli solleva interrogativi sull’investimento di oltre 21mila euro per la struttura di sostegno e richiama l’amministrazione Fiorio alla coerenza delle proprie scelte. Sullo sfondo, le polemiche dello scorso Natale e il confronto tra tradizione, sostenibilità e utilizzo delle risorse pubbliche.
L’albero piace, la nuova posizione anche. È il prezzo del basamento a riaccendere il confronto politico. Ad Arco, dove lunedì 2 novembre è stato collocato il grande abete naturale al centro di piazza III Novembre, il Circolo del Partito Democratico, guidato dal segretario Renato Miorelli, interviene con una riflessione che mescola apprezzamenti, interrogativi economici e qualche stoccata alla Giunta della sindaca Arianna Fiorio.
Il pronunciamento arriva mentre la città si prepara a celebrare il trentesimo anniversario dei Mercatini di Natale, in programma dal 13 novembre al 6 gennaio 2027, con una scenografia profondamente rinnovata rispetto al passato. «Non si può che accogliere favorevolmente la scelta di utilizzare un albero vero, nel rispetto di una tradizione molto cara alla comunità di Arco», scrive il PD, ricordando i dubbi che avevano accompagnato l’edizione 2025, quando l’amministrazione aveva valutato anche soluzioni alternative all’abete naturale.
Giudizio positivo anche sulla nuova collocazione, finalmente centrale e circondata dalle caratteristiche casette del mercatino, anziché addossata a Palazzo Giuliani-Marcabruni. «Bene, quindi, l’albero vero al centro della piazza. Nessuno lo può contestare, anzi». Fin qui, piena convergenza. Poi arrivano le domande.
Il costo del basamento e il tema della reversibilità
«Ma il paradosso è il basamento, costato ben 21.400 euro, e costruito in acciaio e cemento, materiali che l’attuale amministrazione sembrava invece condannare».
Il riferimento è alla struttura realizzata dalla ditta arcense Bagozzi Srl, attraverso un affidamento comunale disposto con la determinazione numero 500 dell’ottobre scorso.
L’investimento ammonta esattamente a 21.423,20 euro, IVA compresa, per la fornitura e la posa di un basamento autoportante in acciaio, largo circa tre metri e mezzo per lato e stabilizzato con blocchi di calcestruzzo.
Una soluzione progettata per sostenere l’abete in sicurezza, senza intervenire sulla pavimentazione storica della piazza, e soprattutto per essere smontata e riutilizzata negli anni successivi.
Un aspetto che rappresenta una delle principali motivazioni tecniche dell’investimento.
Il PD, tuttavia, chiede di conoscere il quadro economico complessivo: «In quanti anni verrà ammortizzato tale investimento? Di quanto fa lievitare i costi complessivi dell’opera, tra acquisto, posa, addobbi, smontaggio e smaltimento, rispetto al passato?».
Domande che spostano il dibattito dalla suggestione dell’allestimento alla sostenibilità della spesa pubblica.
Le critiche politiche e il richiamo al vicesindaco
Il comunicato richiama anche il progetto del parcheggio a Caneve, recentemente approvato dal Consiglio comunale, accostando l’utilizzo di acciaio e cemento nelle due opere.
«Reversibilità, il nuovo mantra», osserva ironicamente il Circolo democratico, chiamando in causa il vicesindaco Marco Piantoni: «Non lamentiamoci, nel tempo si cambia… magari anche idea, o no signor Vicesindaco?». Un accostamento politico che riguarda interventi evidentemente differenti per dimensioni, finalità e caratteristiche tecniche, ma che il PD utilizza per interrogare la coerenza delle scelte amministrative.
Resta infine una preoccupazione per il futuro: che il nuovo basamento possa essere utilizzato, già dal prossimo anno, per installare strutture natalizie artificiali al posto dell’abete naturale. Un timore espresso dal Circolo, non accompagnato però da indicazioni di una decisione già assunta in questo senso.
Il confronto, dunque, non riguarda più soltanto dove collocare l’albero, ma quanto sia giusto investire per valorizzare una tradizione cittadina.
Da una parte la volontà dell’amministrazione di rendere più suggestiva e funzionale la piazza, attraverso una struttura riutilizzabile. Dall’altra la richiesta del PD di chiarire costi, durata dell’investimento e prospettive future. (n.f.)