Articolo pubblicato il: 18/10/2026 alle 17:30
La Busa - Marroni di Campi, la siccità riduce il raccolto ma non la qualità
Posted By Redazione
Categoria: Agricoltura, Cucina, Notizie

Meno marroni sugli alberi, ma la qualità e il sapore restano quelli di sempre. La siccità dell’estate 2026 ha lasciato il segno anche nei castagneti di Campi, sulle montagne che sovrastano Riva del Garda, riducendo la quantità del raccolto. Ma dietro ogni riccio aperto e ogni frutto raccolto a mano continua a vivere una tradizione secolare, fatta di pazienza, rispetto della natura e amore per il territorio. A raccontarla è l’Associazione Tutela Marroni e Prodotti Tipici di Campi, che richiama l’attenzione non soltanto sulle qualità del Marrone Tipico di Campi De.Co., ma soprattutto sul prezioso lavoro dei castanicoltori.

 

 

«Scegliere e sostenere il Marrone Tipico di Campi De.Co. non significa solo gustare un frutto dalla fragranza inconfondibile, ma fare una scelta che fa bene al cuore, alla storia e al nostro ambiente», sottolinea l’associazione.

Il castagno, custode delle montagne
Un tempo il castagno era conosciuto come «l’albero del pane», perché i suoi frutti rappresentavano una risorsa fondamentale per l’alimentazione delle comunità montane.
Oggi il suo valore va ben oltre quello alimentare. La cura dei castagneti contribuisce infatti alla salvaguardia del paesaggio, alla manutenzione dei versanti e alla conservazione di un patrimonio agricolo che rischierebbe altrimenti l’abbandono.
«Curare i castagneti in quota significa anche proteggere e rendere più sicura tutta la valle, la nostra Busa», ricordano i produttori.

Dalla raccolta alla novena, un lavoro tutto manuale
Il Marrone Tipico di Campi nasce da un procedimento che conserva gesti e conoscenze tramandati nel tempo.
Prima della raccolta viene pulito il terreno sotto gli alberi, preparando un letto naturale di erba e muschio sul quale cadono i frutti. La raccolta avviene rigorosamente a mano.
Segue la novena, l’antico metodo di curatura in acqua utilizzato per favorire la conservazione dei marroni senza ricorrere a trattamenti chimici.
Infine, dopo l’asciugatura, ogni frutto viene selezionato manualmente. «Per scelta e da disciplinare, non dividiamo il prodotto in prima o seconda categoria. La natura ci dona frutti grandi e piccoli: la dimensione non cambia la qualità!», spiegano dall’associazione. Soltanto i marroni più piccoli vengono destinati alla trasformazione in purea.

Il raccolto 2026 e la sfida della siccità
Quest’anno le condizioni climatiche hanno reso più difficile il lavoro dei produttori.
Secondo l’associazione, la forte siccità estiva ha portato le piante a limitare la produzione come risposta allo stress idrico. I marroni raccolti, tuttavia, mantengono caratteristiche organolettiche considerate eccellenti dai castanicoltori.
Una stagione dunque meno generosa sul piano quantitativo, ma che conferma il valore di un prodotto strettamente legato alla propria terra.
E dall’associazione arriva anche un ringraziamento ai consumatori: «Grazie di cuore per la fiducia che ci dimostrate ogni giorno acquistando i nostri prodotti locali!».
Perché scegliere i marroni di Campi significa anche sostenere chi, con il proprio lavoro, continua a custodire le montagne e le tradizioni dell’Alto Garda.

(n.f.)

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Data e ora di stampa: 18/10/2026 19:16
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