
Non solo lavoro. Non solo volontariato. Ma un’esperienza concreta di cittadinanza attiva, capace di mettere insieme sudore, amicizia, impegno e senso del bene comune.
È questo lo spirito di “Ci sto? Affare fatica!”, il progetto dedicato ai giovani dai 14 ai 19 anni presentato nella sala di rappresentanza di Palazzo Marcabruni Giuliani, in piazza Tre Novembre ad Arco. Un’iniziativa che, anno dopo anno, continua a crescere coinvolgendo sempre più ragazzi e amministrazioni dell’Alto Garda e della Valle dei Laghi. Per l’estate 2026 saranno ben 23 le squadre attive e circa 230 i giovani coinvolti nei diversi comuni aderenti.
A fare gli onori di casa l’assessore alle Politiche giovanili del Comune di Arco, Mattia Mascher, che ha voluto subito sgomberare il campo da certi luoghi comuni sui ragazzi di oggi.
“Questa iniziativa è fondamentale sia per i ragazzi, per promuovere lo spirito civico e la tutela dei beni comuni, sia nei confronti della cittadinanza che spesso ha stereotipi sui giovani, visti come bamboccioni che non hanno voglia di fare niente”, ha spiegato.
Mascher, che lavora quotidianamente nel mondo della scuola, ha raccontato un’altra realtà. “Io ho la fortuna di lavorare con i ragazzi dalle primarie alle superiori e devo dire che ce ne sono tantissimi di validi”.
Poi una frase che sintetizza perfettamente il senso del progetto: “Questo è lo strumento per far vedere alla popolazione che non c’è solo l’albero che cade, ma anche la foresta che cresce”.
L’idea è semplice ma potente: gruppi di ragazzi impegnati per alcune settimane in attività concrete di cura del territorio, manutenzione e valorizzazione degli spazi pubblici. Mani sporche, fatica vera, ma anche amicizia e divertimento.
Dal lunedì al venerdì, dalle 8.30 alle 12.30, i partecipanti lavoreranno affiancati da tutor tra i 20 e i 30 anni, ricevendo un “Buono Fatica” settimanale da 50 euro, che sale a 100 euro per i tutor.
Le iscrizioni apriranno alle ore 18 del 18 maggio sul sito: “Ci sto? Affare fatica!”.
A coordinare il progetto sul territorio è l’associazione Arco Giovani. Sabrina Prati ha parlato di una crescita costante. “Quando aprono le iscrizioni, nel giro di poche ore i posti sono esauriti”.
Un successo che nasce anche dalla forte rete costruita attorno all’iniziativa. Dal sostegno della Cassa Rurale AltoGarda e Rovereto alla collaborazione con Confcommercio e Assocentro, fino al coinvolgimento dei negozi locali dove i ragazzi possono spendere i buoni.
Particolarmente significativo anche l’aspetto inclusivo. Ogni squadra prevede infatti la presenza di ragazzi in situazione di fragilità. “È un valore aggiunto”, ha sottolineato Prati, ricordando anche l’importanza dello scambio intergenerazionale con tutor e adulti esperti.
La vicesindaca di Riva del Garda, Barbara Angelini, ha ribadito un concetto chiave: “I giovani hanno voglia di fare, sta a noi trovare la chiave giusta per motivarli”.
Per questo il Comune di Riva ha deciso di raddoppiare le settimane di attività, distribuendole lungo tutta l’estate. Angelini ha ricordato anche alcune esperienze simboliche nate dal progetto, come la collaborazione con l’associazione Alba Chiara Aps per colorare di rosso le panchine contro la violenza.
Molto intenso anche l’intervento della vicesindaca di Tenno, Ilaria Bagozzi, che segue il progetto fin dalla prima edizione. “È un’iniziativa che mi è rimasta nel cuore”.
Per Bagozzi il valore è anche territoriale e identitario: “Con questo progetto riusciamo a far tornare i ragazzi alle loro radici, a far vivere loro il territorio e le associazioni che lo animano”. Un’esperienza che oggi viene osservata anche fuori regione. “Mi chiamano da tutta Italia per avere informazioni”.
Spazio anche all’esperienza del Comune di Dro con il consigliere delegato Paolo Benuzzi, che ha raccontato l’entusiasmo visto già durante gli incontri nelle scuole. “L’affluenza è stata altissima rispetto ai posti disponibili”. E poi la sorpresa nel vedere quanto i ragazzi riescano a fare concretamente: “In due settimane si svolgono tantissime attività”.
Da Nago-Torbole è intervenuto anche l’assessore Fabio Malagoli, che ha voluto ringraziare soprattutto i tutor. “Fanno un lavoro enorme di aggregazione”. Malagoli ha ricordato le attività svolte sulla spiaggia, “la location più bella ma anche molto faticosa”, sottolineando come il progetto riesca a tenere insieme valore civico e momenti di svago.
Undici i comuni coinvolti nell’edizione 2026: Arco, Riva del Garda, Dro, Nago-Torbole, Ledro, Tenno, Drena, Madruzzo, Cavedine e Vallelaghi. Un progetto trasversale che continua a crescere e che, estate dopo estate, prova a costruire qualcosa che va oltre il semplice lavoro estivo: cittadini più consapevoli, responsabili e legati alla propria comunità.
Nicola Filippi