
La mancata organizzazione di Magie d’Estate 2026 continua a far discutere la città. Dopo la pubblicazione dell’intervista esclusiva a Mario Matteotti, presidente della Pro Loco Arco Centro (nella foto il direttivo), sulle pagine de La Busa online, si è aperto un acceso dibattito che nelle ultime ore ha coinvolto cittadini, associazioni e rappresentanti politici.
Al centro della discussione c’è la scelta, raccontata dallo stesso Matteotti, di non organizzare la storica manifestazione estiva dopo oltre trent’anni di attività, una decisione che il presidente della Pro Loco attribuisce alle indicazioni ricevute dall’amministrazione comunale.
Sotto l’articolo pubblicato da La Busa online sono comparsi decine di commenti, per la maggior parte critici nei confronti della decisione. Molti cittadini hanno espresso solidarietà a Matteotti e alla Pro Loco Arco Centro, ringraziando l’associazione per l’impegno profuso negli anni nell’organizzazione di eventi rivolti alla comunità.
Tra le voci più nette c’è quella di Carlo Pedergnana, capogruppo consiliare del Patt di Arco, che non nasconde la propria amarezza.
«Ho letto l’articolo e sono rimasto basito», afferma. «Mi sembra un’amministrazione un po’ bigotta, che si infastidisce per tutti gli eventi che vengono organizzati in città, che magari fanno un po’ di rumore, ma creano vivacità al territorio». Pedergnana difende il valore sociale delle manifestazioni popolari e cita proprio Magie d’Estate come esempio di evento pensato principalmente per residenti e famiglie. «Sono momenti di svago e divertimento per la comunità. Ho paura che domani ci vengano a dire che non va più bene nemmeno il Palio delle Contrade. Certo, fanno rumore, ma è un rumore di vita, di comunità, di aggregazione». Il consigliere pattino si dice inoltre preoccupato per il rapporto tra amministrazione e mondo dell’associazionismo. «Non ci si può approcciare in questo modo alle associazioni e al volontariato. Sono feste che fanno sorridere la gente e che tengono viva una comunità».
Sul fronte “politico” interviene anche Dave Michelotti, esponente di XArco, che parla di una città che rischia di perdere progressivamente i propri spazi di aggregazione.
Secondo Michelotti, la cancellazione di eventi e tradizioni storiche rischierebbe di trasformare Arco in un luogo sempre meno attrattivo per i giovani, costretti spesso a spostarsi altrove per trovare occasioni di svago e socialità. Una riflessione che si inserisce nel più ampio dibattito sul futuro della città e sul delicato equilibrio tra qualità della vita, turismo e occasioni di incontro per la comunità locale.
Tra le numerose reazioni emerse sui social non manca però anche una voce fuori dal coro. Il cittadino Fabrizio Mazzoldi invita infatti a una lettura diversa della situazione, ricordando come nelle ultime edizioni di Magie d’Estate la partecipazione del pubblico fosse stata, a suo giudizio, piuttosto limitata. «Quelli che scrivono tutti alle Magie d’Estate negli anni scorsi immagino… strano perché io c’ero ed è innegabile che ci fosse poca gente», osserva.
Una considerazione che apre un ulteriore tema: quello della capacità degli eventi tradizionali di rinnovarsi e continuare ad attrarre pubblico in un contesto sociale e turistico profondamente cambiato rispetto agli anni Novanta.
Nel frattempo, dall’amministrazione comunale non arrivano repliche ufficiali alle dichiarazioni di Matteotti. L’assessore alla cultura Massimiliano Floriani e la giunta guidata dalla sindaca Arianna Fiorio, contattati dalla redazione, hanno scelto di non intervenire nell’immediato, riservandosi alcuni giorni di riflessione prima di formulare una posizione pubblica più ampia e articolata sulla vicenda.
Una scelta che lascia aperto il confronto e che potrebbe portare nei prossimi giorni a ulteriori approfondimenti su una questione che, ben oltre il destino di una singola manifestazione, tocca il tema dell’identità di Arco, del rapporto con il volontariato e della visione culturale della città per gli anni a venire.
(n.f.)