Articolo pubblicato il: 15/08/2026 alle 11:00
La Busa - Legna da ardere, U.D. incalza la Giunta di Dro: «Per Pietramurata si riveda la scelta»
Posted By Redazione
Categoria: Amministrativa, Attualità, Notizie

 

«Sono scelte politiche e amministrative, ma senza una visione futura». Parte da qui il nuovo affondo di Unione Democratica per l’Autogoverno, che a Dro porta all’attenzione dell’Amministrazione comunale, guidata dalla sindaca Ginetta Santoni, la questione delle particelle di legna da ardere destinate ai censiti. A firmare l’intervento sono i consiglieri di opposizione Marco Santoni e Massimo Bortolameotti, che chiedono alla Giunta di rivedere la decisione assunta per il 2026, con particolare riferimento ai residenti di Pietramurata.
Il nodo è semplice: perché chi vive a Pietramurata deve raggiungere il monte Anglone per procurarsi la legna quando esistono aree tradizionalmente utilizzate per questo scopo, come Massampian e Gaggio, molto più vicine all’abitato?

 

 

Il Piano forestale scaduto e la scelta di Anglone
Ogni anno il Comune assegna, su richiesta, particelle per il taglio della legna da ardere nell’ambito dei terreni gravati da uso civico. Per Dro e Ceniga le aree si trovano principalmente sul monte Anglone, verso San Giovanni al Monte, mentre per Pietramurata il riferimento è tradizionalmente rappresentato dalle zone di Massampian e Gaggio.
Le prenotazioni per il 2026 sono aperte fino al 25 agosto, ma dall’avviso comunale emerge che quest’anno tutte le particelle saranno assegnate sul monte Anglone.
Secondo quanto ricostruito dai due consiglieri, alla base della decisione ci sarebbe la scadenza del Piano di Gestione Forestale Aziendale, che ora necessita di una revisione affidata a un tecnico. In assenza di dati aggiornati sulla ripresa annua, il Servizio di Custodia Forestale avrebbe quindi individuato precauzionalmente Anglone, dove la disponibilità sarebbe abbondante e il taglio non comprometterebbe il patrimonio boschivo.

«A Gaggio, però, il legname c’era»
Ed è proprio qui che Santoni e Bortolameotti sollevano la questione politica. I consiglieri richiamano la determina numero 110 dello scorso aprile, relativa alla vendita a una ditta privata del taglio di 650 quintali di legname nella zona Gaggio-Monte Taglio, per un introito indicato in 2.600 euro.
«La disponibilità in quella zona c’era», osservano, sostenendo che l’Amministrazione avrebbe preferito «monetizzare» attraverso il taglio affidato a un privato anziché destinare quelle particelle ai censiti di Pietramurata. Un passaggio sul quale l’opposizione chiede quindi spiegazioni e, soprattutto, un ripensamento.

Il nodo dei 50 chilometri e del traffico
C’è poi una conseguenza molto concreta. Secondo i calcoli di Unione Democratica, un residente di Pietramurata assegnatario della “sort” dovrà affrontare circa 50 chilometri tra andata e ritorno per raggiungere San Giovanni al Monte. Non soltanto un disagio per i cittadini, sostengono Santoni e Bortolameotti, ma anche un possibile aggravio per la viabilità, considerando la presenza di trattori impegnati nel trasporto della legna lungo l’asse stradale. Da qui la richiesta conclusiva alla Giunta Santoni e all’assessore competente: rivedere la decisione e verificare la possibilità di assegnare ai residenti di Pietramurata le particelle nella zona di Gaggio.
Una questione apparentemente tecnica, quella delle sorti legna, che entra così nel confronto politico di Dro: al centro ci sono la gestione del patrimonio forestale di uso civico, le scelte dell’Amministrazione e, soprattutto, i disagi che secondo l’opposizione potrebbero ricadere sui residenti di Pietramurata. (n.f.)

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