Articolo pubblicato il: 02/11/2026 alle 19:30
La Busa - Ledro, tre anni dopo il crollo della galleria Dom la paura resta: «Ridateci la guardia medica»
Posted By Redazione
Categoria: Attualità, Notizie, Salute

Alla vigilia dell’anniversario del 5 novembre 2023, Ivana Maria Rosa e Claudia Magagnotti rilanciano la raccolta firme per ripristinare la Continuità Assistenziale in valle. I nuovi lavori e le chiusure notturne riaccendono le preoccupazioni di 5.500 residenti.

 

 

Tre anni dopo, la ferita non si è ancora rimarginata. Nella notte tra il 4 e il 5 novembre 2023, il crollo di una parte del rivestimento della galleria Dom mise improvvisamente in ginocchio i collegamenti tra la valle di Ledro e l’Alto Garda. Oggi, alla vigilia di quel triste anniversario, tornano le preoccupazioni. Perché alla necessità di mettere definitivamente in sicurezza il tunnel si aggiunge una domanda rimasta senza una risposta ritenuta sufficiente da molti residenti: chi garantisce l’assistenza medica quando la valle è difficilmente raggiungibile?
A riproporre il problema sono Ivana Maria Rosa e Claudia Magagnotti, promotrici della raccolta firme per riportare stabilmente a Ledro il servizio di Continuità Assistenziale, l’ex guardia medica. «La salute è il bene più prezioso che abbiamo», ricorda Ivana, pubblicando una fotografia del 2023 e ripercorrendo tre anni di difficoltà.
Dopo il crollo, il collegamento tornò pienamente percorribile il 16 febbraio 2024. Ma la necessità di un consolidamento definitivo ha portato a programmare un nuovo intervento, della durata prevista di sedici mesi, con chiusure notturne nelle prime fasi.
La Provincia ha stanziato le risorse e avviato il percorso per la messa in sicurezza. L’opera è necessaria. Il punto contestato dalle promotrici non è l’intervento, ma la tutela sanitaria della popolazione durante i disagi. «Nessuno ha pensato alla salute delle 5.500 persone che vivono in valle», denuncia Ivana, ricordando che non tutte le necessità mediche richiedono un’ambulanza o l’elisoccorso. Le finestre di transito previste durante alcune chiusure rappresentano un primo correttivo, ma non risolvono le difficoltà di chi lavora di notte o deve spostarsi improvvisamente.
Resta anche la questione del collegamento alternativo di San Giacomo, già valutato dopo il crollo e ritenuto utilizzabile, per ragioni tecniche e di sicurezza, soltanto da specifici mezzi di emergenza.
Intanto prosegue la mobilitazione. Al 14 ottobre erano 637 le firme protocollate, con l’obiettivo dichiarato di raggiungere quota mille. Le sottoscrizioni vengono raccolte in diversi esercizi commerciali della valle e attraverso una petizione online su Change.org. «La nostra battaglia non è politica, è una battaglia per il diritto alla salute e alla tranquillità di tutti i ledrensi», ribadiscono Ivana e Claudia.
Tre anni dopo quella notte di novembre, Ledro attende dunque non soltanto una galleria sicura, ma risposte concrete sui servizi sanitari. Perché mettere in sicurezza una strada è indispensabile. Garantire la salute di chi vive oltre quella strada lo è altrettanto. (n.f.)

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Data e ora di stampa: 02/11/2026 20:54
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