
La chiusura notturna della Galleria Dom che collega Riva del Garda con la Valle di Ledro, prevista in autunno per una durata di circa 5 mesi, non rappresenta più soltanto un problema di viabilità, ma una vera emergenza economica e occupazionale per la Valle di Ledro. A sostenerlo è la Uil del Trentino che, attraverso Mauro Zeni, delegato all’Industria del sindacato, chiede un intervento immediato della Provincia autonoma di Trento per evitare che siano lavoratori e imprese a pagare il prezzo di una situazione definita ormai «non più sostenibile».
Secondo la Uil sono circa 1.500 i lavoratori ledrensi che ogni giorno si spostano verso il Basso Sarca per raggiungere il posto di lavoro. Con il previsto collegamento notturno interrotto i pendolari devono fare i conti con percorsi alternativi più lunghi, tempi di viaggio notevolmente aumentati e un inevitabile incremento delle spese per carburante e manutenzione dei mezzi.
Il sindacato sottolinea come il problema non riguardi solo i singoli lavoratori, ma l’intero sistema produttivo dell’Alto Garda. Le difficoltà organizzative stanno infatti incidendo sulla gestione dei turni e sulla continuità delle attività in importanti realtà industriali del territorio, tra cui Dana, Aquafil, Cartiere del Garda, Domo e Fedrigoni. Per la Uil, Basso Sarca e Valle di Ledro costituiscono un unico sistema economico e produttivo e l’interruzione di questo collegamento rischia di compromettere occupazione, competitività delle aziende e qualità dei servizi.
Per affrontare quella che viene definita un’emergenza la Uil chiede all’assessore provinciale allo Sviluppo economico, lavoro, università e ricerca Achille Spinelli di adottare con urgenza una serie di misure straordinarie. Tra le proposte figurano l’istituzione di finestre di transito riservate ai lavoratori pendolari, il potenziamento del trasporto pubblico con navette dedicate ai turnisti, accordi con le aziende per tutelare i lavoratori più esposti ai disagi oltre a indennizzi economici per compensare l’aumento dei costi di trasporto.
Il sindacato suggerisce inoltre di favorire convenzioni tra imprese e strutture ricettive del Basso Sarca per ospitare temporaneamente i lavoratori turnisti, incentivare il car pooling e le navette aziendali e garantire una comunicazione trasparente sul cronoprogramma dei lavori, con dati aggiornati sui flussi dei pendolari.
Infine la Uil ritiene indispensabile la convocazione di un tavolo di confronto tra Provincia, organizzazioni sindacali, categorie economiche ed enti locali per individuare soluzioni condivise. «La politica ha il dovere di decidere subito – conclude il sindacato – Non bastano rassicurazioni: servono interventi concreti per garantire la sicurezza della rete viaria senza mettere a rischio il lavoro e l’economia di un intero territorio»