
«Lagolo va rispettato e protetto, ma anche vissuto». Parte da qui la replica del rivano Luca Betta, titolare del Bar Bufo di Lagolo, alle critiche e alle considerazioni emerse negli ultimi giorni attorno all’attività affacciata sul piccolo specchio d’acqua, luogo conosciuto e frequentato non soltanto dalla Valle dei Laghi ma anche da molti residenti dell’Alto Garda.
Questa volta Luca ha scelto di metterci letteralmente la faccia pubblicando un video sui canali social del locale Facebook e Instagram.
«Se la critica fosse stata rivolta semplicemente a me, come proprietario, probabilmente avrei anche potuto lasciar perdere – spiega – Quando però dentro una critica vengono messi anche i clienti e soprattutto le persone che ci lavorano, allora credo sia giusto rispondere».
Uno dei nodi più delicati riguarda la musica e la convivenza con i residenti. Luca respinge l’immagine di Lagolo trasformato in una sorta di discoteca: «Nella nostra programmazione estiva non troverete un solo evento di musica techno. Normalmente iniziamo tra le 16 e le 18 e terminiamo attorno alle 22. Solo in determinate occasioni arriviamo a mezzanotte. La musica deve creare atmosfera, incontro e socialità».
C’è infine il tema della cura dell’ambiente. Il locale dispone di circa quattromila metri quadrati di spiaggia privata ma, sottolinea Luca, il personale provvede alla pulizia anche di una superficie analoga di area comunale. «Il lago non finisce dove finisce la nostra proprietà. Se troviamo qualcosa da raccogliere, lo raccogliamo».
Al centro c’è anche il concetto di servizio al territorio. Il Bar Bufo apre attorno alle 9 e 30 mettendo a disposizione bagni, docce e servizi, mentre la cucina rimane operativa praticamente senza interruzioni dalle 11 e 30 alle 21. L’attività resta aperta tutti i giorni dal primo maggio al 30 ottobre, torna operativa dal 20 dicembre al 10 gennaio e prosegue poi nei fine settimana invernali. «Se questo non è un servizio al territorio, che cos’è?», domanda Luca.
Il titolare rivendica anche il target della clientela: secondo i dati indicati circa il 95% degli avventori sarebbe trentino e, all’interno di questa quota, la grande maggioranza arriverebbe da Trento, Valle dei Laghi e dalla Busa, quindi Arco, Riva, Nago-Torbole e dintorni. «Queste persone non sono estranee al territorio. Sono il territorio».
La stessa filosofia, sostiene, viene applicata alle forniture, privilegiando pane, pizza, cantine, birrifici e produttori locali. Nessuna chiusura, comunque, rispetto al confronto: traffico, parcheggi, accessi, musica, rifiuti e sicurezza possono essere discussi.
«Se esiste un problema concreto, sediamoci e troviamo una soluzione concreta. Ma non trasformiamo i problemi in un giudizio sulle persone che vengono a Lagolo».
E la conclusione torna al motto che accompagna da sempre il locale: «Goditi il momento». «Continueremo ad accogliere tutte le persone che vengono a Lagolo con rispetto. Questa è sempre stata la filosofia del Bar Bufo».
(n.f.)


