
L’Accademia Italiana della Cucina ha fatto tappa in Valle di Ledro per una conviviale che ha saputo coniugare cultura gastronomica, valorizzazione del territorio e convivialità. L’appuntamento si è svolto giovedì 21 maggio 2026 presso il Ristorante Silvana di Pieve di Ledro, in una serata organizzata dai Simposiarchi Santo Bonfiglio e Stefano Tomazzoni.
Immersi in uno degli angoli più suggestivi del Trentino, dove la natura si intreccia con le tradizioni locali, gli accademici e gli ospiti hanno vissuto un’autentica esperienza enogastronomica arricchita dalla partecipazione di importanti realtà produttive del territorio.
La serata si è aperta con il saluto del vicesindaco del Comune di Ledro, Luca Zendri, presente anche Enrico Bertolotti, direttore della Cassa Rurale di Ledro.
Il percorso gastronomico proposto dallo chef Andrea Migliorini, affiancato dalla moglie, ha saputo reinterpretare la tradizione con sensibilità contemporanea e rispetto delle materie prime locali. In apertura sono stati serviti gli spaghetti alla carbonara di lago e asparagi verdi, originale rivisitazione del celebre piatto romano, dove il pesce di lago ha sostituito la componente tradizionale creando un equilibrio raffinato e sorprendente.
A seguire, gli gnocchi di farina gialla di Storo su letto di radicchio brasato e fonduta di Taleggio hanno valorizzato uno dei prodotti simbolo della valle. La morbidezza della fonduta è stata bilanciata dalle note acidule e leggermente amarognole del radicchio, in un piatto armonioso e ben costruito.
Come portata principale, il ristorante ha proposto uno dei suoi grandi classici: puntine di maiale e coniglio al forno, accompagnati da polenta di farina gialla di Storo e dalla tradizionale polenta di patate “Concia”, espressione autentica della cucina di montagna.
Il finale dolce ha visto protagonisti alcuni dessert della tradizione reinterpretati con eleganza: ciliegine sotto spirito, crostata Linzer rivisitata e strudel di mele con pasta rustica servito con gelato alla vaniglia.
Ad accompagnare il menu i vini della Cantina Organic Farm Sartori di Ledro, presentati dal contitolare Marco Sartori. In degustazione l’Athol 2024, bianco biologico ottenuto da uve Souvegnier Gris, e l’Ignazio 2023, IGT Vigneti delle Dolomiti a base di Merlot e Cabernet Sauvignon. Molto apprezzata anche la presentazione dei liquori e degli amari della storica Farmacia Foletto, illustrati dalla responsabile del museo storico aziendale, la dott.ssa Lucia Minari.
La conviviale si è conclusa con la relazione di Massimo Fia dedicata al tema “Il miglioramento continuo della qualità”, spunto di riflessione che ha richiamato l’importanza dell’innovazione e della ricerca costante dell’eccellenza, valori che accomunano il mondo dell’agricoltura, della produzione alimentare e della ristorazione.
Una serata riuscita, che ha confermato ancora una volta la missione dell’Accademia Italiana della Cucina: promuovere la cultura gastronomica italiana attraverso la conoscenza dei territori, delle loro tradizioni e delle persone che ogni giorno ne custodiscono e valorizzano il patrimonio.