Articolo pubblicato il: 03/10/2026 alle 12:00
La Busa - La Lampada della pace unisce l’Alto Garda: «Possiamo cambiare il modo di stare insieme»
Posted By Redazione
Categoria: Amministrativa, Notizie, Solidarietà

Una lampada passata di mano in mano, sette Comuni attraversati e un messaggio semplice che ha saputo coinvolgere scuole, associazioni, amministratori e cittadini: la pace non appartiene soltanto ai grandi tavoli internazionali, ma comincia anche nei gesti quotidiani, nella capacità di ascoltare e nel modo in cui scegliamo di stare insieme. Si è concluso a Ledro il percorso della Lampada della pace di Assisi nell’Alto Garda e Ledro, tappa del Giro d’Italia per la pace.

 

 

A raccontare il significato del percorso è Letizia Vicari, consigliera comunale ad Arco e coordinatrice del Tavolo intercomunale della pace. «Siamo arrivate alla fine del percorso del Giro d’Italia per la Pace – scrive – la lampada ha viaggiato per i nostri sette Comuni e oggi si è fermata a Ledro per l’ultima tappa».
Un tavolo nato soltanto pochi mesi fa
Il risultato assume ancora più significato considerando che il Tavolo intercomunale della pace è nato il 28 aprile 2026, mettendo attorno allo stesso obiettivo i rappresentanti dei sette Comuni dell’Alto Garda e Ledro. «La collaborazione tra noi sette rappresentanti, più la sottoscritta per la Comunità, è stata fondamentale per organizzare in poco tempo questo bellissimo giro», racconta Vicari. La Lampada ha così attraversato il territorio diventando un simbolo itinerante e un’occasione per portare il tema della pace fuori dalle dichiarazioni formali e dentro scuole, piazze, incontri e momenti condivisi. E proprio il coinvolgimento dei più giovani è uno degli aspetti che Vicari considera centrali. Perché parlare di pace, soprattutto oggi, significa provare a costruire strumenti culturali e relazionali prima ancora che politici.
«Non decidiamo noi le sorti del mondo»
È nella riflessione personale di Vicari che il significato dell’iniziativa si allarga. «Come politica alle prime armi è stata una sfida e un’avventura emozionante», ammette. Poi aggiunge: «Mi sono chiesta molto spesso perché sia stato chiesto a me di fare la coordinatrice di un tavolo così importante e delicato. Non ho un trascorso da attivista e non sono una che scende in piazza spesso».
Il punto di partenza, però, è un sentimento molto concreto: quel senso di impotenza e inquietudine che le crisi internazionali possono lasciare addosso a chi le osserva da lontano.
«Stiamo attraversando un periodo globale delicato che mi lascia addosso un senso di impotenza e irrequietezza non indifferente», scrive. «È vero che non decidiamo noi le sorti globali, ma è dal piccolo che bisogna portare avanti certi messaggi».
Una convinzione che spinge Vicari a guardare non soltanto ai ragazzi, ma anche agli adulti. «Coinvolgere i giovani è fondamentale, ma anche noi adulti dobbiamo risvegliarci dal torpore, perché certe situazioni non sono distanti e sono pericolose».
La pace come esercizio quotidiano
Il cuore della riflessione è forse tutto nel tema del dialogo. «Aprirsi al prossimo con il dialogo e la voglia di ascoltare è fondamentale. Quante volte lo facciamo nella nostra quotidianità?», si domanda Vicari. E qui la riflessione diventa molto personale: «Io lo faccio poco, tendo a non voler ascoltare chi ha idee che mi disturbano. È lì invece che ci si deve sforzare».
Un passaggio che porta la parola “pace” fuori dalla dimensione simbolica e la riporta nella vita concreta, nelle relazioni, nella capacità di confrontarsi con chi la pensa diversamente.
Anche la politica entra inevitabilmente nel ragionamento. L’auspicio di Vicari è che si riesca a guardare «all’obiettivo globale e non al prossimo giro di elezioni».
Poi una frase che prova a tenere insieme tutto il senso dell’iniziativa: «Cominciamo a guardarci tutti come inquilini dello stesso Pianeta».
Può sembrare, riconosce lei stessa, un pensiero ideale o persino utopico. Ma la domanda finale resta aperta e concreta: «Il dialogo non è forse la prima forma di diplomazia?»
La Lampada ha concluso il suo percorso nell’Alto Garda e Ledro, ma il valore dell’iniziativa resta soprattutto in ciò che ha messo in moto: sette Comuni, una rete di persone e un messaggio condiviso, costruito passo dopo passo, attorno all’idea che la pace non sia soltanto un grande tema internazionale, ma anche un esercizio quotidiano di ascolto, responsabilità e convivenza.
(n.f.)

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Data e ora di stampa: 03/10/2026 13:23
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