
Arco avrà la sua Corte Sandro Pertini. Il Consiglio comunale ha approvato all’unanimità l’ordine del giorno presentato dall’assessore alla cultura Massimiliano Floriani per l’intitolazione della corte scoperta del palazzo municipale che si affaccia su via Ferrera al presidente della Repubblica e partigiano Sandro Pertini.
Una decisione fortemente simbolica, che arriva dopo il parere favorevole espresso all’unanimità dalla commissione toponomastica comunale nella seduta del 16 aprile e che raccoglie, dopo molti anni, l’appello (raccontato da La Busa online) più volte lanciato dal concittadino Bruno “Piuma” Calzà, storico volto della SAT arcense, che da tempo chiedeva di dedicare uno spazio pubblico a una delle figure più amate e riconosciute della storia repubblicana italiana.
La nuova targa riporterà la dicitura: “Corte Sandro Pertini, partigiano e Presidente della Repubblica Italiana, 1896-1990”.
Floriani: “A Pertini serviva uno spazio importante”
A introdurre il punto in aula è stato l’assessore Floriani, che ha ricordato come la proposta nasca proprio dalla volontà di dare il giusto riconoscimento a una figura che ha segnato profondamente la storia del Paese. «Più volte il nostro concittadino Bruno Calzà aveva chiesto l’intitolazione di uno spazio a Sandro Pertini, figura molto importante per la storia d’Italia, uno degli ultimi grandi statisti e una figura trasversale per quello che ha rappresentato per tutti noi».
La scelta della corte interna del municipio non è casuale.
«Avevo sentito preventivamente sia i consiglieri di minoranza sia quelli di maggioranza e tutti eravamo concordi nel concedere uno spazio importante nel Municipio, nello spazio dove c’è già la lapide dei Martiri del 28 giugno, giorno dell’eccidio nazista nell’Alto Garda».
Un luogo fortemente carico di memoria civile, dunque, e non una semplice nuova via periferica.
«Vista la figura di Pertini serviva uno spazio importante, non una via nuova nella zona industriale», ha sottolineato Floriani.
Inizialmente era stato valutato anche lo slargo davanti alla gioielleria Marconi, ma trattandosi di un’area prevalentemente privata, la soluzione è stata scartata. La corte interna del municipio, invece, risultava priva di toponimo e di numero civico su via Ferrera.
Una scelta che guarda al futuro
Tra gli interventi più sentiti quello del consigliere di maggioranza, Alessandro Manara (Domani Giovani), che ha definito la votazione «un momento importante per la città».
«Non stiamo assegnando solo un nome a uno spazio del Municipio, ma stiamo compiendo un gesto che parla al futuro della nostra comunità».
Per Manara, ricordare Pertini significa soprattutto custodire i valori della libertà e della Repubblica.
«È una figura intergenerazionale: è stato partigiano e presidente della Repubblica, ma soprattutto è stato un uomo che ha fatto della libertà un principio irrinunciabile. I suoi discorsi, le sue parole, la sua attenzione alla giustizia sociale rappresentano un patrimonio inestimabile».
Un passaggio particolare è stato dedicato anche al rapporto tra Pertini e i giovani.
«Corte Sandro Pertini sarà luogo d’incontro fra memoria e futuro, tra chi ha lottato per la libertà sacrificando la propria vita e chi oggi è chiamato a custodirla e rinnovarla».
Il ricordo bipartisan del presidente più amato
Anche dai banchi dell’opposizione il sostegno è stato pieno. Il capogruppo di “Siamo Arco”, Alessandro Amistadi, ha voluto ricordare anche il lato più popolare e umano del presidente, citando l’immagine ancora viva dei Mondiali di calcio del 1982. «Il presidente più amato dagli italiani», lo ha definito, ricordando la sua capacità di vivere intensamente ogni momento e anche il gesto simbolico del rifiuto di firmare l’aumento delle indennità parlamentari. «I suoi insegnamenti e il suo esempio non devono essere solo il passato, ma una rotta da seguire».
Anche la consigliera Paola Arcese (Noi Arco) ha sottolineato il valore civile dell’intitolazione, collegandolo al tema della pace e alla riflessione sull’attualità sociale.
Richiamando le parole di Liliana Segre sulla cosiddetta “guerra dell’odio”, Arcese ha parlato di un clima che oggi si alimenta anche attraverso i social network. «Questa fa paura», ha osservato, evidenziando come dedicare una piazzetta a Pertini rappresenti oggi «un messaggio molto importante».
Non solo Pertini: nuove intitolazioni in arrivo
Nel suo intervento Floriani ha ricordato che la commissione toponomastica, nella stessa seduta del 16 aprile, ha esaminato anche altre due proposte: l’intitolazione del parcheggio di via Donatori di Sangue alla maestra Lechner, prima maestra laica di Arco, e quella del parcheggio di via Torino a Lino Carmellini, il giovane arcense di 14 anni trucidato dai nazisti in via Capitelli. «Forse sarà la volta buona per imparare i corretti toponimi della nostra città», ha scherzato l’assessore. «Il parcheggio al Ponte si chiama al Ponte e quello di via Torino si chiamerà Carmellini».
Un altro iter già avviato riguarda invece l’intitolazione dell’aula magna della scuola media di Prabi al professor Tullio Malfer, che seguirà però un percorso diverso attraverso l’istituto scolastico, la Provincia e il Ministero.
Targa il 28 giugno
Se arriverà l’autorizzazione della Provincia, la scopertura ufficiale della targa di Corte Sandro Pertini potrebbe avvenire il prossimo 28 giugno, una data fortemente simbolica per Arco, che richiama la memoria dell’eccidio nazista del 1944 nell’Alto Garda.
La proposta è stata approvata con 19 voti favorevoli su 19 presenti, così come l’immediata esecutività del provvedimento.
Una votazione unanime che ha trasformato un lungo appello civile in una decisione concreta: nel cuore del municipio di Arco, accanto alla memoria della Resistenza, ci sarà ora anche il nome di Sandro Pertini.
Nicola Filippi