Articolo pubblicato il: 23/02/2026 alle 10:30
La Busa - Italia Nostra Trento: dall’assemblea annuale una posizione netta sulla Ciclovia
Posted By Redazione
Categoria: Ambiente, Economia, Notizie, Turismo

 

Il tono non è quello dello slogan, ma della continuità. Nell’assemblea annuale dei soci di Italia Nostra – sezione trentina il filo conduttore è stato ribadito fin dalle prime battute della presidente Manuela Baldracchi: la bellezza non come ornamento retorico, ma come patrimonio ricevuto e responsabilità collettiva. Un principio che, tradotto nel dibattito territoriale, si è concretizzato in una presa di posizione netta su uno dei temi più discussi degli ultimi anni: la Ciclovia del Garda.

Un punto fermo nel dibattito
Nel riepilogo delle attività 2025, la ciclovia gardesana compare accanto a dossier di grande peso: opere legate alle Olimpiadi, pressione turistica sulla montagna, eliski, infrastrutture ad alto impatto. Non una citazione marginale, ma un tema su cui – emerge dagli appunti assembleari – l’associazione ha scelto di mantenere “alta l’attenzione”, chiedendo soluzioni meno impattanti e più rispettose del paesaggio lacustre.
Una formulazione che, pur misurata nei toni, riflette una preoccupazione diffusa nel mondo ambientalista. La Ciclovia del Garda, progetto di respiro nazionale e simbolicamente legato alla mobilità dolce, continua infatti a generare un acceso confronto tra sostenitori e critici. Il nodo non riguarda il principio della ciclabilità – che Italia Nostra non mette in discussione – ma le modalità realizzative, soprattutto nei tratti più delicati dal punto di vista geomorfologico e paesaggistico.

 

 

Paesaggio e infrastrutture: la questione di fondo
Nel dibattito che accompagna la ciclovia, il lago diventa il teatro di una tensione ormai ricorrente nelle politiche territoriali: come conciliare fruizione, sicurezza e tutela del paesaggio? Le soluzioni tecniche previste in alcuni segmenti – passerelle a sbalzo, interventi invasivi sulle pareti rocciose, modifiche visive della linea di costa – sono percepite da diverse associazioni come elementi di potenziale alterazione irreversibile.
Italia Nostra, coerentemente con la propria missione storica, legge la questione attraverso una lente più ampia. Il paesaggio non è solo sfondo scenografico, ma struttura identitaria dei luoghi. Ogni trasformazione infrastrutturale, anche quando ispirata a obiettivi condivisibili come la mobilità sostenibile, deve misurarsi con la capacità del territorio di assorbirne l’impatto.

Il contesto gardesano e le alternative
Non è un caso che, proprio mentre prosegue il confronto sulla ciclovia, alcuni territori rivieraschi abbiano iniziato a esplorare soluzioni complementari o alternative, inclusi collegamenti via acqua. Una direzione che nasce dall’esigenza di ridurre la pressione sulle coste più fragili e di distribuire i flussi turistici senza concentrare ulteriori carichi infrastrutturali su contesti già saturi.
Il Lago di Garda, del resto, rappresenta un ecosistema paesaggistico unico: una combinazione di pareti rocciose, microclimi, centri storici e viabilità storica che rende ogni intervento particolarmente sensibile sotto il profilo ambientale e visivo. In questo quadro, la richiesta di “soluzioni meno impattanti” assume un significato che va oltre il singolo progetto e richiama un approccio sistemico alla pianificazione.

Un anno di posizioni forti
L’assemblea ha mostrato come la Ciclovia del Garda si inserisca in un mosaico di criticità che Italia Nostra individua nel territorio trentino. Dalla contrarietà ai progetti attuali della funivia Trento–Bondone – giudicati ad alto impatto paesaggistico – alla denuncia della crescente pressione sulla montagna, il filo logico resta la difesa degli equilibri ambientali e visivi.
Non emerge una postura di rifiuto aprioristico dello sviluppo, quanto piuttosto una costante richiesta di proporzionalità e coerenza: valutare costi, benefici e conseguenze di lungo periodo. Una linea che si riflette anche nel richiamo a un maggiore coinvolgimento nei processi urbanistici locali e nell’attenzione verso il recupero dei beni storici.

Custodire la bellezza, oggi
Il passaggio conclusivo degli appunti assembleari sintetizza la visione dell’associazione: custodire la bellezza significa difendere territorio, memoria e identità dei luoghi. Nel lessico di Italia Nostra, la parola “bellezza” non rimanda a un criterio estetico astratto, ma a un insieme di relazioni tra ambiente naturale, storia e percezione collettiva.
In questa chiave, la Ciclovia del Garda diventa un caso emblematico. Non soltanto un’opera pubblica, ma un banco di prova per la capacità delle istituzioni di integrare mobilità sostenibile e tutela paesaggistica senza scivolare in soluzioni tecnicamente efficaci ma culturalmente controverse.
Il confronto, inevitabilmente, resta aperto. Ma dall’assemblea trentina arriva un messaggio chiaro: la transizione ecologica, per essere credibile, deve saper dialogare con la complessità dei territori e con il valore – non negoziabile – dei paesaggi che li definiscono. (n.f.)

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