Articolo pubblicato il: 02/09/2026 alle 10:30
La Busa - Ippocastano abbattuto a Nago, SOS Altissimo: «Un grande patriarca, servono perizie e trasparenza»
Posted By Redazione
Categoria: Ambiente, Attualità, Notizie

 

Non una battaglia ideologica contro il taglio degli alberi e neppure una contestazione a priori dell’intervento. Piuttosto una richiesta: quando a cadere è un grande albero che appartiene da decenni al paesaggio e alla memoria di una comunità, i cittadini devono poter conoscere prima le ragioni, le verifiche tecniche e l’eventuale inevitabilità della decisione.
SOS Altissimo torna così sull’abbattimento, avvenuto il 26 agosto, di uno dei due ippocastani del sagrato della chiesa di San Rocco a Nago, nell’ambito dei lavori di restauro dell’edificio.
A intervenire a nome dell’associazione è Donatella Mazzoldi, precisando che la posizione espressa è esclusivamente quella di SOS Altissimo e «nulla ha a che fare» con il suo ruolo di consigliera comunale di opposizione. Un chiarimento importante riguarda innanzitutto le ragioni dell’intervento. Don Vincenzo ha informato che le radici dell’ippocastano stavano compromettendo la struttura della chiesa e che erano state acquisite le necessarie autorizzazioni. La parrocchia aveva infatti chiesto e ottenuto dal Comune, proprietario del terreno, il permesso di rimuovere l’esemplare più vicino all’edificio.

 

 

«Nessuna posizione ideologica»
SOS Altissimo sgombra quindi il campo da possibili equivoci. «Non abbiamo alcuna posizione ideologica contro l’abbattimento degli alberi qualora sia necessario. Auspichiamo solamente che decisioni di questo tipo siano sempre ben ponderate e supportate da perizie e dati tecnici».
Il punto sollevato dall’associazione riguarda dunque soprattutto informazione e trasparenza. Spesso, osserva Mazzoldi, la comunità viene a conoscenza di interventi così delicati soltanto quando sono ormai avvenuti. «Se i cittadini fossero preventivamente e correttamente informati, se venissero messi a loro disposizione i motivi del taglio, i dati e le perizie che lo giustificano, avrebbero una reazione di normale accettazione della notizia».
Questa volta, invece, l’abbattimento ha provocato sorpresa e dispiacere, testimoniati – riferisce l’associazione – dai numerosi messaggi ricevuti.

«Sono i grandi patriarchi del paesaggio»
Dietro quella reazione c’è anche un rapporto affettivo. «Gli alberi vetusti sono alla stregua di grandi patriarchi – sottolinea SOS Altissimo – hanno sempre una narrazione, una loro storia personale, sono la memoria storica dei luoghi e del paesaggio».
Grandi esemplari che contribuiscono all’armonia dei luoghi, assorbono anidride carbonica, producono ossigeno e aiutano a mitigare le temperature. Per questo, sostiene l’associazione, «un albero abbattuto, al di là della necessità per motivi di sicurezza, è sempre una ferita per il nostro territorio».
Nessuna richiesta, dunque, di conservare un albero a qualsiasi costo, soprattutto quando entra in gioco la sicurezza di persone o edifici. Piuttosto l’auspicio che davanti a decisioni irreversibili ci siano sempre valutazioni tecniche solide, comunicazione preventiva e piena trasparenza.
E, quando un grande testimone del tempo deve inevitabilmente lasciare il proprio posto, SOS Altissimo aggiunge un ultimo desiderio: «Confidiamo che la mancanza di un albero possa sempre essere rimpiazzata da un altro». (n.f.)

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Data e ora di stampa: 02/09/2026 11:58
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