
Ci sono gesti che, pur nella loro semplicità, riescono a raccontare molto di più di tante parole. È il caso della famiglia Torboli di Tenno, produttori di vino fin dal 1903, che con una donazione concreta e sentita ha scelto di sostenere il lavoro di Anffas Trentino Onlus, e in particolare del gruppo Anffas Arco.
La donazione di una GoPro e di un telo per proiezioni rappresenta molto più di un contributo materiale: è un investimento nella comunicazione, nell’espressione e nella partecipazione delle ragazze e dei ragazzi coinvolti nei percorsi per l’inclusione. Strumenti che permetteranno di realizzare contenuti audio-video sempre più curati, dando voce, visibilità e dignità a esperienze che meritano di essere raccontate.
Quando l’inclusione diventa collaborazione
Il legame tra la famiglia Torboli e Anffas si è espresso anche attraverso un’esperienza di collaborazione attiva: i ragazzi e le ragazze del percorso inclusivo di Anffas Arco hanno infatti realizzato i menù utilizzati durante una serata del Garda Jazz Festival, ospitata nella cantina di Tenno della famiglia Torboli.
Un gesto simbolico e concreto insieme, che trasforma un evento culturale in un’occasione di cittadinanza inclusiva, dove ognuno può contribuire secondo le proprie capacità, sentendosi parte di un progetto comune.
I valori che tengono insieme una comunità
Solidarietà, uguaglianza, partecipazione: sono questi i valori fondanti della Repubblica, sanciti dalla Costituzione, che trovano in iniziative come questa una traduzione reale e quotidiana. La sensibilità dimostrata dalla famiglia Torboli – attraverso le Cantine Naturali Torboli e Torboli Liquori – racconta un modo di fare impresa profondamente radicato nel territorio e attento alle persone.
Non beneficenza, ma responsabilità sociale. Non vetrina, ma relazione. Un esempio virtuoso di come realtà produttive, associazioni e mondo culturale possano camminare insieme, rafforzando il tessuto della comunità.
Un grazie che vale per tutti
Anffas ha espresso un sentito ringraziamento alla famiglia Torboli, sottolineando quanto siano preziose le collaborazioni con realtà sensibili ai temi dei diritti delle persone con disabilità e della partecipazione attiva. Un grazie che idealmente si estende a tutte quelle esperienze che, giorno dopo giorno, rendono il territorio più giusto, accogliente e umano.
Perché l’inclusione non è uno slogan, ma una pratica quotidiana. E quando nasce da gesti autentici, diventa patrimonio di tutti.
(n.f.)