
L’inchiesta “Romeo”, il filone giudiziario che dal dicembre 2024 ha acceso i riflettori sui presunti rapporti tra imprenditoria, politica e pubblica amministrazione in Trentino e Alto Adige, si avvia verso una nuova fase. La Procura della Repubblica di Trento ha infatti chiesto il rinvio a giudizio per 37 persone, mentre l’udienza preliminare è stata fissata per il prossimo 23 ottobre davanti al giudice Gianmarco Giua.
L’accusa di associazione per delinquere
Nella richiesta della Procura resta confermata l’ipotesi di associazione per delinquere nei confronti di un nucleo ristretto di imputati. Tra questi figurano l’imprenditore austriaco René Benko, il commercialista altoatesino Heinz Peter Hager, l’imprenditore arcense Paolo Signoretti, l’ex senatore ed ex sindaco di Dro Vittorio Fravezzi, l’ex sindaca di Riva del Garda Cristina Santi, gli architetti Andrea Saccani e Fabio Rossa, la funzionaria del Comune di Bolzano Daniela Eisenstecken e il consulente Lorenzo Barzon.
Secondo la ricostruzione accusatoria, come riportano oggi 2 luglio gli organi di stampa, l’associazione avrebbe avuto come obiettivo quello di ottenere concessioni, autorizzazioni, appalti e altri vantaggi attraverso presunti reati contro la pubblica amministrazione e il controllo di attività economiche. Si tratta, è bene ricordarlo, di contestazioni che dovranno essere vagliate nel contraddittorio processuale e per le quali vale la presunzione di innocenza fino a un’eventuale sentenza definitiva.
Dai 77 indagati iniziali ai 37 imputati richiesti
L’inchiesta, esplosa nel dicembre 2024, fosse partita con numeri molto più ampi: 77 perquisizioni, nove misure cautelari – otto delle quali agli arresti domiciliari – e un numero di persone coinvolte sensibilmente superiore rispetto a quello attuale.
La richiesta di rinvio a giudizio riguarda oggi 37 imputati, ma i giornali locali sottolineano come la riduzione numerica non rappresenti necessariamente un ridimensionamento dell’impianto accusatorio. Diverse posizioni, infatti, sono state stralciate per seguire percorsi differenti, che possono tradursi in richieste di archiviazione, procedimenti autonomi o trasferimenti ad altri uffici giudiziari per competenza territoriale.
Stralciate anche alcune posizioni trentine
Fra le posizioni separate dal procedimento principale figurano anche quelle dell’ex assessore provinciale Luca Zeni, dell’ex sindaco di Arco Alessandro Betta e della vicepresidente del Consiglio comunale di Arco Tiziana Betta. Per loro il procedimento seguirà un iter distinto rispetto al fascicolo principale.
Il precedente intervento del Gip
Un passaggio importante ricostruito nell’articolo riguarda quanto avvenuto nei mesi scorsi. La Procura aveva inizialmente chiesto l’archiviazione di numerose contestazioni, compresa quella di associazione per delinquere nei confronti di decine di indagati. Successivamente, però, il giudice per le indagini preliminari Enrico Borrelli ha disposto l’imputazione coatta per la gran parte delle contestazioni, archiviando soltanto quattro capi d’imputazione riferiti a episodi minori avvenuti in Alto Adige.
Resta centrale il filone dell’ex Cattoi
Per quanto riguarda l’Alto Garda, rimane uno dei capitoli più rilevanti dell’inchiesta quello relativo all’area ex Cattoi di Riva del Garda.
Secondo quanto riportato, restano contestati a Paolo Signoretti e Heinz Peter Hager i fatti collegati all’operazione urbanistica dell’ex Cattoi e alla presunta tentata estorsione nei confronti dell’ex sindaco Adalberto Mosaner. Inoltre, nei confronti di Hager, Signoretti e Fravezzi viene contestata l’aggravante mafiosa con riferimento all’incarico affidato all’ex senatore per sfruttarne le relazioni istituzionali. Anche queste contestazioni saranno oggetto del successivo vaglio giudiziario.
L’elenco degli imputati
Accanto ai nomi principali, la richiesta di rinvio a giudizio interessa complessivamente 37 persone, tra imprenditori, amministratori pubblici, professionisti e funzionari, coinvolti a vario titolo nei diversi filoni dell’indagine. Le contestazioni spaziano, a seconda delle singole posizioni, da presunti reati contro la pubblica amministrazione alla rivelazione di segreti d’ufficio, fino a ipotesi di false fatturazioni, omissioni di denuncia e altri episodi collegati alle diverse operazioni immobiliari e amministrative finite sotto la lente della Procura.
Il prossimo passaggio
La prossima tappa sarà dunque l’udienza preliminare del 23 ottobre, nel corso della quale il giudice sarà chiamato a valutare la richiesta della Procura e le posizioni delle difese, decidendo se disporre o meno il rinvio a giudizio degli imputati per le contestazioni formulate. Fino a quel momento, il procedimento resta nella fase preliminare e nessuna responsabilità penale può considerarsi accertata.