Articolo pubblicato il: 13/03/2026 alle 14:00
La Busa - Il Comune di Arco pensa alle rondini
Posted By Redazione
Categoria: Ambiente, Amministrativa, Animali, Notizie

 

Ad Arco, uno dei pochissimi centri urbani del Trentino i cui tetti e le cui corti ospitano ancora oggi i nidi di colonie di rondini, balestrucci e rondoni, il Comune ha deciso di investire in un progetto di monitoraggio e tutela di questi volatili cari all’immaginario umano e preziosi per l’ecosistema, che sarà inaugurato sabato 21 marzo a Palazzo dei Panni con un evento che si terrà dalle 10 alle 12.30. L’evento, dal titolo «Una rondine [non] fa primavera», proporrà sia un laboratorio aperto a grandi e piccini di costruzione di nidi per le rondini, sia un momento informativo sulle rondini, sulla loro utilità per l’uomo e sui modi con cui ognuno può contribuire a tutelarle, il tutto con la conduzione del dott. Alberto Bertocchi, ornitologo, ricercatore e naturalista, incaricato dal comune di Arco della redazione e gestione del progetto «Arco città delle rondini» (il laboratorio sarà a numero chiuso, si consiglia la prenotazione, che si fa per email all’indirizzo [email protected]).

 

 

Il progetto «Arco città delle rondini» mira a monitorare e tutelare rondini e rondoni nei centri storici di Arco e aree limitrofe, promuovendo ricerca scientifica e coinvolgimento della comunità tramite citizen science. Per quanto riguarda ricerca e monitoraggio saranno localizzati i siti riproduttivi di Hirundinidi (rondine, balestruccio, rondine montana) e Apodidi (rondone comune, maggiore, pallido), con focus sulla biologia riproduttiva della rondine comune, usando telecamere o specchi per minimizzare disturbi.
Il tecnico incaricato eseguirà i rilievi percorrendo le vie cittadine, ma in alcuni casi, ad esempio per corti e cortili interni, suonerà al campanello e chiederà l’autorizzazione a entrare. La preghiera, naturalmente, è ad accoglierlo e a collaborare (l’operazione richiederà solo pochi minuti). I dati raccolti formeranno un database GIS confrontabile con rilevazioni disponibili risalenti a vent’anni fa, per analizzare successo riproduttivo e fenologia, con pubblicazione di un articolo. In tema di divulgazione e coinvolgimento saranno organizzati incontri scolastici sul riconoscimento delle specie con uscite sul campo e utilizzo del social iNaturalist (che permette, tra l’altro, di segnalare e monitorare in modo semplice e rapido i nidi di rondine), una serata pubblica per sensibilizzazione e informazione circa nidi e strumenti anti-imbrattamento, e laboratori per famiglie e cooperative sulla costruzione di nidi artificiali. Il progetto ha il supporto di Lipu, la Lega italiana protezione uccelli, e dell’associazione Monumenti vivi, con il patrocinio del WWF del Trentino-Alto Adige.
«Rondini e rondoni vivono insieme all’uomo da millenni -ha detto l’assessora Parisi- e sono tra gli animali utili per la loro vita, dato che si occupano di mantenere sotto controllo la proliferazione di insetti fastidiosi e dannosi, ma anche una bella e gioiosa compagnia nell’abitato storico e un simbolo della bella stagione e della natura. Ma proprio a causa del suo legame stretto con l’uomo, nel momento in cui l’uomo ha modificato le sue abitudini di vita, il suo approccio al territorio, i suoi edifici, la rondine si è trovata in difficoltà sempre crescente nel reperire luoghi idonei alla sua vita e alla riproduzione. Ed essendo un animale migratore, a queste difficoltà si sono aggiunte quelle dei contesti mondiali in cui si viene a trovare. Soffre il cambiamento climatico, soffre le guerre e le carestie dei Paesi dove sverna: per questo è una specie protetta da norme sia nazionali sia internazionali. Ricordo che anche in Italia è vietato distruggere i nidi e arrecare danno alle rondini».

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