
Il dibattito attorno alla Ciclovia del Garda si riaccende con forza lungo uno dei tratti più delicati e simbolici del lago, quello della Gardesana tra Malcesine e Torbole. A riportare l’attenzione su sicurezza e impatto ambientale è ancora una volta la senatrice Aurora Floridia, eletta nel 2022 nella lista “Alleanza Verdi e Sinistra” che torna a intervenire pubblicamente – oggi, 10 febbraio – dopo un episodio segnalato all’ingresso della prima galleria.
«Mi risulta che i lavori della ciclovia avrebbero causato un innalzamento del manto stradale, con conseguente incidente, per fortuna senza feriti», scrive Floridia. Un fatto che, se confermato, apre interrogativi pesanti. «Ma dobbiamo davvero aspettare i feriti per intervenire?», si chiede la senatrice, puntando il dito su un aspetto che va oltre la polemica politica: la sicurezza di chi percorre quotidianamente la Gardesana, residenti e turisti.
Secondo quanto riportato dalla parlamentare, il sollevamento dell’asfalto sarebbe collegato a iniezioni di cemento sotto la carreggiata, necessarie per sostenere la passerella ciclabile. Un intervento che, sottolinea Floridia, interessa «una zona a protezione speciale, fragile e preziosa, dal punto di vista geologico e paesaggistico». Le immagini dei cantieri – asfalto divelto, reti arancioni, strutture metalliche e materiali accatastati – restituiscono visivamente la complessità e la delicatezza dell’area interessata.
La critica non riguarda solo l’episodio specifico, ma un’impostazione complessiva dell’opera.
«Cemento, carichi aggiuntivi, muretti storici abbattuti, aree tutelate trattate come cantieri qualunque», elenca Floridia, parlando apertamente di una contraddizione di fondo. «Un’opera presentata come “sostenibile” che, nei fatti, devasta una zona che dovrebbe essere protetta».
Parole dure, che si inseriscono in una posizione già nota e coerente. La senatrice di Malcesine, fin dall’inizio, ha chiesto che la Ciclovia del Garda venisse ripensata nei suoi tratti più sensibili, non per negare il valore della mobilità dolce, ma per evitare che un progetto nato con buone intenzioni finisca per compromettere ciò che rende unico il lago: il suo paesaggio, la sua geologia, il suo equilibrio fragile.
«Io non guardo dall’altra parte», conclude Floridia. «Qui c’è in ballo anche la sicurezza, oltre che il rispetto del territorio». Un’affermazione che riporta il confronto su un piano più ampio: quello di un’Italia che, secondo la senatrice, troppo spesso sacrifica il proprio patrimonio naturale in nome di opere che faticano a tenere insieme tutela ambientale, sicurezza e qualità progettuale.
La Ciclovia del Garda resta un’infrastruttura dal grande potenziale turistico ed economico, ma i fatti segnalati lungo la Gardesana riaprono una domanda centrale per l’Alto Garda: è possibile costruire sviluppo senza entrare in conflitto con il territorio? La risposta, oggi più che mai, passa da scelte trasparenti, verifiche puntuali e da un confronto che metta al centro non solo l’opera, ma il luogo che la ospita. (n.f.)


