
Oltre 61 particelle di microplastica per chilogrammo di sedimento, quasi 667 per metro quadrato: tra i 14 laghi del Nord Italia analizzati dalla ricerca scientifica, il Garda presenta i valori più elevati. Un dato che il WWF Bergamo Brescia rilancia oggi insieme a un appello preciso: la salute del lago dipende anche dai comportamenti quotidiani, dalla riduzione della plastica, dall’efficienza della depurazione e dalla cura delle sue sponde. Perché il problema, sottolinea l’associazione, non è lontano da noi: nasce anche dalle nostre abitudini.
La ricerca, firmata da Parolini e altri studiosi e pubblicata nel 2024 su Environmental Science and Pollution Research, ha preso in esame 14 laghi montani e subalpini dell’Italia settentrionale. Le microplastiche sono state trovate in tutti i bacini studiati, ma è il Garda a emergere con le concentrazioni più alte nei sedimenti di riva. Valori superiori anche a quelli registrati nei laghi d’Iseo, Idro e nei bacini di alta quota.
Perché proprio il Garda
Secondo il WWF Bergamo Brescia, a pesare è una combinazione di fattori: le dimensioni del bacino idrografico, la forte presenza di aree urbanizzate lungo le rive e l’intensa pressione turistica.
Tra le possibili fonti figurano gli scarichi fognari e le acque reflue, attraverso le quali possono arrivare nel lago microfibre rilasciate dal lavaggio degli abiti sintetici e residui di prodotti utilizzati ogni giorno.
Il WWF richiama inoltre l’attenzione sulla qualità e sull’efficienza dei sistemi di depurazione e delle reti fognarie. A queste fonti si aggiungono i rifiuti abbandonati sulle rive, le attività ricreative e turistiche e persino il trasporto atmosferico di particelle provenienti da territori lontani.
Il fenomeno, infatti, non riguarda soltanto i grandi bacini urbanizzati. La ricerca ha individuato microplastiche anche nei laghi di montagna, dove fibre e frammenti possono arrivare attraverso vento e precipitazioni. Un segnale di quanto l’inquinamento da plastica sia ormai diffuso anche negli ecosistemi apparentemente più protetti.
La parte che dipende da noi
È proprio su questo punto che il WWF concentra il messaggio finale.
Ridurre l’utilizzo della plastica monouso e dei tessuti sintetici, sostenere il miglioramento dei sistemi di depurazione, partecipare alle iniziative di pulizia delle sponde e chiedere politiche più efficaci contro l’inquinamento da plastica sono alcune delle azioni indicate.
Il dato sulle microplastiche non equivale a un giudizio sulla balneabilità del Garda, che viene valutata attraverso parametri differenti. Ma fotografa un’altra componente della salute del lago.
E soprattutto ricorda che la tutela del Benaco non passa soltanto dalle grandi opere o dalle decisioni delle istituzioni: passa anche da ciò che viene scaricato, consumato, abbandonato e disperso ogni giorno attorno alle sue rive. (n.f.)