Articolo pubblicato il: 19/09/2026 alle 09:00
La Busa - Fototrappole nei boschi di Arco, l’Assessore chiarisce: «Nessun divieto ai cacciatori, regole per tutti»
Posted By Redazione
Categoria: Ambiente, Amministrativa, Notizie

 

Nessuna guerra alle fototrappole, nessun divieto imposto ai cacciatori e nessuna volontà di ostacolare il monitoraggio della fauna selvatica. Il punto, per il Comune di Arco, è un altro: chi installa dispositivi su alberi o terreni comunali deve prima chiedere l’autorizzazione e garantire il rispetto delle norme, a cominciare da quelle sulla privacy. È questa la posizione ribadita dall’assessora all’Ambiente Chiara Parisi, intervenuta pubblicamente dopo l’interrogazione presentata dal consigliere di Arco Dinamica Mauro Ottobre.
La vicenda nasce da una comunicazione inviata dal Comune all’Associazione Cacciatori Trentini dopo il ritrovamento di alcune fototrappole collocate su piante e aree di proprietà pubblica senza una preventiva autorizzazione. L’amministrazione ne aveva chiesto la rimozione, precisando che, in caso contrario, sarebbe intervenuta direttamente.
Da qui l’interrogazione di Ottobre del 13 agosto e la successiva risposta formale dell’assessora, datata 3 settembre.

 

 

«Non abbiamo vietato le fototrappole»
L’assessora Parisi ora torna sulla questione per evitare, spiega, equivoci. «Il Comune di Arco non ha vietato le fototrappole e non ha chiesto di interrompere il monitoraggio della fauna».
La ragione della richiesta di rimozione sarebbe dunque esclusivamente legata alla proprietà delle aree interessate. «Se un dispositivo viene installato su un bene di proprietà comunale – osserva – è corretto che il proprietario ne sia informato e possa autorizzarne l’utilizzo». L’assessora esclude anche una contrapposizione sul terreno della caccia: «Non è una questione di essere favorevoli o contrari alla caccia, né di mettere in discussione l’utilità del monitoraggio faunistico. È una questione di regole».
Chi intende posizionare una fototrappola su un bene comunale, precisa il Comune, può quindi presentare una richiesta indicando luogo, finalità, durata dell’installazione, funzionamento del dispositivo e soggetto responsabile delle immagini raccolte. Ogni istanza potrà poi essere valutata.

Il nodo della privacy
C’è però un secondo aspetto sul quale l’assessora Parisi insiste: la protezione dei dati personali. Le moderne fototrappole possono infatti acquisire fotografie e video, registrare audio e, in alcuni casi, trasmettere le immagini direttamente a uno smartphone. «Un dispositivo posizionato per la fauna può inevitabilmente riprendere chiunque attraversi quel luogo: un escursionista, un ciclista, una famiglia, un bambino». Un problema che riguarda anche i programmi istituzionali di monitoraggio, nei quali sono previste precise cautele, cartelli informativi e procedure per la gestione e la cancellazione delle immagini nelle quali siano riconoscibili persone.

«Non è fototrappole sì o no»
La sintesi dell’assessora della giunta Fiorio è quindi netta: «Non siamo contro le fototrappole, ma vanno usate nel posto giusto, in numero moderato, con le necessarie autorizzazioni e nel rispetto delle norme sulla privacy. Vale per tutti». Ed è probabilmente questo il cuore del confronto aperto dall’interrogazione Ottobre.
Non tanto stabilire se le fototrappole possano essere utilizzate per conoscere presenza e spostamenti della fauna, utilità che la stessa amministrazione riconosce, quanto definire come, dove e con quali garanzie possano essere installate. «La richiesta di rimozione – conclude Parisi – non nasce da una contrapposizione, ma dalla volontà di fare le cose nel modo corretto. Perché quando si tratta di patrimonio pubblico e riservatezza, le regole devono valere per tutti».

(n.f.)

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Data e ora di stampa: 19/09/2026 10:13
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