Articolo pubblicato il: 14/01/2026 alle 09:00
La Busa - Emergenza abitativa, Onda Alto Garda e Ledro: «Immobilismo e mancanza di visione»
Posted By Redazione
Categoria: Amministrativa, Economia, Notizie

 

«Non è un problema di metodo, ma di volontà politica». Il gruppo Onda Alto Garda e Ledro (Johnny Perugini, Giovanna Chiarani, Andrea Suman, Umberto Cristofari) interviene duramente sulle recenti dichiarazioni dell’assessore provinciale Roberto Failoni, accusando la Provincia di ignorare da anni il dramma dell’emergenza abitativa che colpisce l’Alto Garda e Ledro.
Nel comunicato diffuso venerdì 9 gennaio, Onda definisce «sconcertante» il tono utilizzato dall’assessore nel liquidare le proposte dei sindaci come una «caccia ai mulini a vento con intento punitivo», giudizio che secondo il gruppo rappresenta «non solo un errore politico, ma un insulto a una comunità che sta soffocando».

Un film già visto: territori ignorati
Per Onda, le parole di Failoni non fanno che confermare uno schema già noto. «L’Assessore parla di metodo sbagliato, ma la verità è che questa Provincia non ha alcuna intenzione di ascoltare i territori», si legge nella nota. Il riferimento è al 2024, quando Onda presentò un proprio disegno di legge contenente molte delle richieste oggi rilanciate dal tavolo di lavoro dell’Alto Garda e da Garda Trentino. Una proposta che, ricordano, fu bocciata senza appello dalla Provincia autonoma di Trento, così come vennero ignorate o respinte iniziative analoghe della Comunità di Valle e di altre forze politiche. Secondo il gruppo, non si tratta di «nuove idee», ma di necessità urgenti denunciate da anni e sistematicamente ignorate dalla Giunta Fugatti, che continuerebbe a rifugiarsi dietro una presunta difesa della proprietà privata per mascherare «un vuoto cosmico di idee».

 

 

Il caso Nago-Torbole e le regole a due velocità
Tra gli esempi portati da Onda per dimostrare l’inefficienza dell’attuale governo provinciale c’è il mancato inserimento del Comune di Nago-Torbole nell’elenco dei territori ad alta tensione abitativa. Un’assenza che, sottolineano, impedisce di fatto all’intero Alto Garda di avere un trattamento uniforme sul tema degli affitti brevi, nonostante si tratti di un’area turistica omogenea. «Come si può parlare di programmazione – chiedono – quando non si garantiscono nemmeno gli strumenti normativi minimi per permettere ai sindaci di operare su basi comuni?».

I dati smentiscono la narrazione provinciale
A rafforzare la critica arrivano i numeri: negli ultimi dieci anni, gli alloggi turistici nell’area sarebbero aumentati del 102%. Un fenomeno che Onda definisce senza mezzi termini «una trasformazione strutturale», ben lontana dall’idea di turismo diffuso.
Le conseguenze, secondo il gruppo, sono sotto gli occhi di tutti: espulsione dei residenti dai centri storici, difficoltà crescenti per giovani coppie e lavoratori, e ricadute negative anche per le imprese locali.

Regolare non è punire
Onda respinge poi l’argomentazione secondo cui regolare gli affitti brevi equivarrebbe a colpire i proprietari. «È una posizione demagogica e priva di logica», affermano, ricorrendo a un paragone chiaro: possedere un’auto non autorizza a violare limiti di velocità o regole di sosta.
La proprietà privata, ricordano, è tutelata dalla Costituzione, ma il suo esercizio deve essere regolato nell’interesse generale, come previsto dall’articolo 42. «Dire che si può fare tutto, dappertutto, non è libertà – scrivono – è disordine che lacera il tessuto sociale».

Autonomia predicata, ma non praticata
Nel mirino finisce anche la retorica dell’Autonomia. «Fa sorridere – o meglio, preoccupa – sentirne parlare da chi nega ai Comuni la possibilità di decidere del proprio destino urbanistico e sociale», accusa Onda, sostenendo che l’attuale esecutivo provinciale svuoti di fatto le municipalità di ogni reale potere operativo.
Il comunicato richiama inoltre alcune scelte passate dell’assessore Failoni, come la spinta per tenere aperti gli impianti sciistici nel ponte di dicembre all’inizio della pandemia, indicata come esempio di un modello che privilegia «il profitto immediato di pochi contro il benessere di molti».

Le proposte di Onda: poteri ai Comuni e affitti lunghi
Onda Alto Garda e Ledro ribadisce infine di non cercare colpevoli, ma soluzioni concrete. Tra le richieste principali:
– attribuire poteri reali ai Comuni per regolamentare le licenze di affitto breve nelle zone sature;
– incentivare seriamente gli affitti di lungo periodo, attraverso strumenti pubblici che tutelino i proprietari da morosità e danni, così da rimettere sul mercato le molte abitazioni oggi chiuse.
«È ora di finirla con la retorica della caccia alle streghe», conclude il gruppo. «Chi governa da anni senza dare risposte è l’unico vero responsabile del deserto sociale verso cui si sta spingendo il territorio». (n.f.)

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