Articolo pubblicato il: 29/11/2025 alle 12:30
La Busa - “Educare al rispetto”: da Ledro l’appello di Sartori per firmare il Ddl
Posted By Redazione
Categoria: Amministrativa, Attualità, Notizie, Scuola

 

Dal cuore della Valle di Ledro arriva una voce chiara, ferma e appassionata: quella di Cristina Sartori, criminalista esperta in grafologia forense, consulente investigativa, curatrice di dialoghi e relazioni e presidente della Pro Loco di Pieve di Ledro. Sartori ha scelto i propri canali social per lanciare un appello forte e motivato alla cittadinanza: firmare il disegno di legge di iniziativa popolare che punta a introdurre in modo stabile nelle scuole trentine l’educazione alla parità, alle relazioni rispettose e al riconoscimento delle differenze di genere.
Un invito che nasce da un lavoro condiviso tra numerose associazioni, sindacati e realtà della società civile, convinte che il tema delle relazioni — e della loro qualità — debba diventare un pilastro dell’educazione delle nuove generazioni.

 

 

Cosa prevede il disegno di legge
Nel suo post, Sartori riassume in modo chiaro i punti cardine del ddl, sottolineando che si tratta di un percorso concreto, strutturato e scientificamente orientato.
1. Formazione obbligatoria per il personale scolastico
Percorsi specifici per docenti ed educatori su:
parità e differenze di genere;
educazione relazionale;
prevenzione della violenza;
superamento degli stereotipi.
Un investimento diretto sulle competenze di chi ogni giorno incontra e accompagna i giovani.
2. Un Comitato scientifico dedicato
Un organismo di esperti incaricato di:
elaborare linee guida;
definire contenuti dei percorsi didattici;
monitorare e valutare i risultati.
Un presidio competente per garantire qualità e continuità.
3. Moduli didattici per studenti e studentesse
Attività specifiche per ogni fascia d’età, pensate per promuovere:
rispetto reciproco;
capacità relazionali;
consapevolezza e uguaglianza;
contrasto alle discriminazioni.
Un lavoro che parte dalla scuola primaria e cresce con i ragazzi.
4. Referenti dedicati in ogni istituto
Figure interne con il compito di coordinare i progetti, facilitare il dialogo con docenti e famiglie e assicurare continuità educativa.
5. Un fondo provinciale dedicato
Risorse economiche stabili per:
formazione;
materiali e progetti didattici;
campagne di sensibilizzazione.
Una base finanziaria per evitare iniziative episodiche e puntare su una programmazione stabile.

Perché firmare? L’appello di Sartori
Sartori non usa giri di parole: “Firmare significa sostenere un percorso serio, condiviso e strutturato, che mette al centro il futuro delle nuove generazioni”.
La raccolta firme è già partita e servono 2.500 sottoscrizioni per presentare ufficialmente il ddl al Consiglio provinciale.
Le ragioni, elencate nel suo appello, parlano da sole:
prevenire la violenza di genere a partire dalla scuola;
promuovere relazioni sane e rispettose;
contrastare stereotipi e discriminazioni;
educare al rispetto e all’uguaglianza fin da piccoli;
costruire una comunità più consapevole, sicura e inclusiva.
Un progetto che guarda lontano, puntando sulle radici culturali e relazionali che danno forma alla società di domani.

“Si firma in Comune”: un invito a partecipare
Sartori ricorda infine che è possibile firmare direttamente negli uffici comunali, invitando tutte e tutti a compiere un gesto semplice ma importante per sostenere un cambiamento che parte dalle aule scolastiche e arriva a tutta la comunità.

(n.f.)

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Data e ora di stampa: 29/11/2025 13:55
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