
Ci sono eredità che si misurano in immobili, terreni e beni materiali. E poi ce ne sono altre che, con il passare degli anni, finiscono per valere molto di più: perché diventano relazioni, servizi, occasioni di incontro e pezzi di storia condivisa. Ca’ del Nemoler, a Dro, appartiene senza dubbio a questa seconda categoria.
Il compendio, oggi di proprietà comunale, nasce dal lascito testamentario del cavalier Cleto Matteotti, figura che ha lasciato un segno importante nella vita sociale, economica e associativa del paese. La sua volontà fu chiara: affidare al Comune un patrimonio che potesse continuare, nel tempo, a essere utile alla comunità.
Ed è esattamente ciò che è accaduto.
Ca’ del Nemoler non è rimasta una semplice proprietà immobiliare, ma si è trasformata progressivamente in una vera e propria casa della comunità, capace di accogliere attività sociali, aggregative ed educative.
Un passaggio decisivo arrivò nel 1995, quando il Comune di Dro concesse il compendio in comodato per 29 anni all’allora Comprensorio Alto Garda e Ledro, oggi Comunità Alto Garda e Ledro. La destinazione individuata era precisa: attività sociali e servizi rivolti alla popolazione, con una particolare attenzione alle esigenze della terza età.
Da quella scelta prese forma un’esperienza che, nel corso degli anni, ha radicato Ca’ del Nemoler nella quotidianità droata.
Una casa fatta soprattutto di persone
Oggi all’interno della struttura trovano spazio diverse realtà del territorio: il Circolo Pensionati e Anziani Ca’ del Nemoler, l’ACAT Alto Garda e Ledro e Casa Mia APSP, con i Centri socio educativi territoriali attivi durante l’anno e nel periodo estivo, in collaborazione con i servizi sociali della Comunità Alto Garda e Ledro.
Attività differenti, ma unite da un filo comune: costruire relazioni.
Per la popolazione anziana, soprattutto, Ca’ del Nemoler rappresenta molto più di quattro mura. È un luogo dove incontrarsi, condividere il tempo, contrastare la solitudine e mantenere vive competenze e memoria. Ed è proprio qui che passato e futuro possono incontrarsi. Nelle generazioni più anziane sopravvive infatti un patrimonio prezioso fatto di conoscenze agricole, artigianato, tradizioni, racconti, vita associativa e cultura del territorio. Saperi che rischierebbero di perdersi se non venissero trasmessi.
Il 20 settembre il ricordo di Cleto Matteotti
La storia del benefattore tornerà al centro della comunità domenica 20 settembre, nell’anniversario della nascita del cavalier Matteotti.
A Ca’ del Nemoler è prevista una cerimonia commemorativa durante la quale fotografie, documenti e immagini ripercorreranno la sua vita e il suo impegno nei diversi ambiti della società droata: dal sostegno alle iniziative economiche e sociali fino allo sport, con particolare attenzione al calcio e al ciclismo.
Al termine sarà scoperta una targa commemorativa all’ingresso del compendio. All’interno dei due edifici saranno inoltre collocate le fotografie di Cleto Matteotti e della moglie Anna Pezzei, come segno di riconoscenza della comunità.
Ma l’omaggio non guarda soltanto indietro.
Il Comune intende infatti aprire una nuova stagione di valorizzazione di Ca’ del Nemoler, mantenendone intatta la vocazione originaria e, allo stesso tempo, adattandola ai bisogni sociali, culturali ed educativi di domani.
Perché custodire un’eredità non significa lasciarla immobile nel tempo. Significa farla vivere, proteggerne il senso e consegnarla alle nuove generazioni ancora capace di essere utile alla comunità.
(n.f.)