
C’è un patrimonio silenzioso, custodito tra scaffali e archivi, che racconta storie capaci di attraversare i secoli. A Riva del Garda, la Biblioteca civica conserva uno di questi tesori: un manoscritto che parla di cucina, ma soprattutto di cultura, identità e trasformazione sociale.
Si tratta del celebre Libro de Arte Coquinaria, attribuito a Maestro Martino de Rossi, cuoco del Quattrocento considerato il padre della cucina moderna. Un’opera rivoluzionaria, che ha trasformato il modo di intendere il cibo, elevandolo da semplice necessità a forma d’arte.
Oggi questo patrimonio esce dai confini locali per entrare in un circuito culturale più ampio. Il facsimile del manoscritto, custodito nell’Archivio storico di Riva del Garda, è infatti protagonista di una mostra ai Musei di Palazzo dei Pio, a Carpi visitabile fino al 10 gennaio 2027.
Un collegamento che accende i riflettori sul valore della Biblioteca civica rivana, non solo come luogo di studio e lettura, ma come custode di documenti di rilevanza internazionale. È proprio qui, infatti, che si conserva una delle testimonianze più importanti della cultura gastronomica rinascimentale.
Il Libro de Arte Coquinaria rappresenta un punto di svolta. Nelle sue pagine si trovano ricette, tecniche e indicazioni che raccontano le tavole delle corti, i gusti dell’epoca e l’evoluzione delle abitudini alimentari. Ma anche qualcosa di più profondo: il passaggio da una cucina medievale, spesso pesante e simbolica, a una più raffinata, attenta agli equilibri, alla presentazione e all’esperienza del commensale.
Il fatto che una copia di quest’opera sia conservata a Riva del Garda non è un dettaglio marginale. È la prova di un legame storico e culturale che inserisce il territorio dell’Alto Garda in una rete più ampia di scambi e influenze, già attiva secoli fa.
La mostra di Carpi, tra ceramiche, utensili, opere d’arte e installazioni interattive, offre al pubblico la possibilità di avvicinarsi a questo mondo. Ma il cuore di questa storia resta anche a Riva, tra le sale della Biblioteca civica e del suo Archivio storico.
Un patrimonio prezioso, spesso poco conosciuto, che continua a raccontare – in silenzio – le radici della nostra cultura quotidiana. Anche a tavola.
(n.f.)