
Un gesto semplice, ma carico di significato. Due biciclette donate per rendere più facile la quotidianità di chi sta affrontando un percorso di cura lontano da casa. È il segno concreto di una rete solidale che, dall’Alto Garda e Ledro, arriva fino a Trento.
Protagonista dell’iniziativa è l’APSP Casa Mia di Riva del Garda, impegnata nel progetto “Io ci sono”. Nei giorni scorsi sono state consegnate due biciclette rigenerate del progetto GOODBIKE a LILT Trento, realtà che gestisce appartamenti destinati ad accogliere bambini in cura al Centro di Protonterapia, insieme alle loro famiglie, oltre ad adulti in terapia e accompagnatori.
Spazi che diventano una casa temporanea in un momento delicato della vita. Luoghi dove, come sottolineano gli operatori, “ogni istante si riempie di gesti d’amore”.
Le biciclette rappresentano molto più di un mezzo di trasporto. Offrono autonomia, piccoli momenti di normalità, la possibilità di spostarsi in città durante le terapie o nei tempi di attesa. Un aiuto concreto che può alleggerire giornate spesso complesse.
Determinante il lavoro di squadra. Alla consegna, avvenuta nei giorni scorsi, hanno collaborato i volontari di Alto Garda Solidale – sezione locale di Trentinosolidale ODV – insieme all’Associazione In Cammino. Una sinergia che conferma quanto il volontariato sia una risorsa fondamentale per il territorio.
Il progetto GOODBIKE, che si basa sulla rigenerazione di biciclette, diventa così uno strumento di inclusione e solidarietà. Recuperare, riparare, rimettere in circolo. Non solo oggetti, ma opportunità.
Dietro questa iniziativa c’è una visione chiara: costruire legami tra realtà diverse, unendo competenze e sensibilità. Dalla Polizia Locale Intercomunale Alto Garda e Ledro alle realtà associative, fino alle realtà economiche locali coinvolte, il risultato è una comunità che si attiva e si prende cura.
In un territorio come l’Alto Garda e Ledro, dove il volontariato ha radici profonde, iniziative come questa raccontano qualcosa di più. Raccontano una comunità capace di andare oltre i confini geografici, portando supporto dove serve.
E dimostrano che, davvero, ogni istante può essere riempito con un gesto d’amore. Anche pedalando.
(n.f.)
