
Scendere dal Frecciarossa a Rovereto e trovare un autobus coordinato pronto a partire verso Riva del Garda e l’Alto Garda. Uno scenario che oggi non esiste, ma che potrebbe diventare una delle opportunità da cogliere con l’arrivo dei nuovi collegamenti ferroviari internazionali tra Italia, Austria e Germania.
A rilanciare il tema è la consigliera provinciale del Partito Democratico del Trentino Michela Calzà, ex vicesindaca di Dro, che con una nuova interrogazione chiede alla Giunta provinciale di estendere il servizio intermodale FrecciaLink alle valli trentine ancora escluse e di valutare collegamenti integrati anche con i convogli internazionali.
Una battaglia che parte da lontano. Già nel 2024, con l’interrogazione numero 608, Calzà aveva chiesto alla Provincia di farsi promotrice presso Trenitalia di servizi combinati treno-bus verso le principali località turistiche, soprattutto durante le stagioni di maggiore afflusso.
Oggi FrecciaLink collega Trento con Madonna di Campiglio e Pinzolo, Canazei, Vigo di Fassa, Moena, Predazzo e Cavalese. Restano però fuori altri territori ad alta vocazione turistica, tra i quali proprio l’Alto Garda.
Allora la Giunta aveva aperto alla possibilità di analizzare fattibilità operativa ed economica di ulteriori servizi. Nel frattempo, osserva Calzà, lo scenario è cambiato.
Dal 1° gennaio 2026 è operativo l’Euregio Ticket per gli spostamenti nel territorio Tirolo-Alto Adige-Trentino. E sul fronte ferroviario europeo si prepara un passaggio ancora più importante: Trenitalia, Deutsche Bahn e ÖBB hanno programmato nuovi collegamenti diretti Frecciarossa fra Italia e Germania attraverso l’Austria, con fermate previste anche a Rovereto e Trento. Il progetto iniziale prevede collegamenti Milano-Monaco e Roma-Monaco, con una progressiva estensione fino a dieci servizi entro il 2028.
Ed è proprio qui che Calzà vede un’occasione da non perdere. «È importante cogliere queste opportunità per promuovere la mobilità sostenibile e rendere il Trentino sempre più accessibile attraverso una rete integrata, efficiente e capace di connettere non solo i principali centri urbani, ma anche le nostre valli e le località turistiche».
Il ragionamento assume un significato particolare nell’Alto Garda, dove l’assenza della ferrovia rende decisivo il collegamento con le stazioni di Rovereto e Trento.
«L’arrivo dei nuovi collegamenti internazionali rappresenta un’occasione per rafforzare il ruolo del Trentino come porta d’accesso alle Alpi – sottolinea Calzà – incentivando l’arrivo dei turisti in treno e favorendo l’interscambio con il trasporto pubblico locale».
L’interrogazione numero 2029 chiede quindi alla Giunta due risposte precise: se siano già stati valutati nuovi FrecciaLink per le località oggi escluse e se si intenda predisporre un servizio analogo in coincidenza con i collegamenti di Deutsche Bahn e ÖBB.
Una domanda che, vista dall’Alto Garda, ne contiene un’altra: quanto ancora dovrà aspettare un territorio senza ferrovia per avere un collegamento pubblico diretto e coordinato con l’alta velocità europea? (n.f.)