Articolo pubblicato il: 11/02/2026 alle 19:30
La Busa - Comunità Alto Garda e Ledro, un caffè speciale che crea inclusione
Posted By Redazione
Categoria: Amministrativa, Economia, Giovani, Notizie

 

Un bar come punto di partenza, un territorio come orizzonte, il lavoro come strumento di dignità e autonomia. È dentro questa cornice che prende forma “La Comunità che valorizza: Grilli e Formiche e un Caffè speciale con le sorelle Sisters. Dove ogni Talento ha il suo posto”, il nuovo progetto sociale presentato oggi, mercoledì 11 febbraio al Bar Rosmini, al piano terra della sede della Comunità Alto Garda e Ledro.
Un luogo quotidiano, frequentato ogni giorno da cittadini, operatori e amministratori, che diventa simbolicamente e concretamente il cuore di una progettualità che guarda all’inclusione lavorativa delle persone fragili e con disabilità. Non una semplice iniziativa, ma una delle azioni prioritarie del nuovo Piano Sociale di Comunità 2026–2028, nell’ambito tematico del “Lavorare”, con una prospettiva triennale fino al dicembre 2028.

 

 

Ad aprire la conferenza stampa è stato il presidente della Comunità di Valle, Giuliano Marocchi, che ha subito messo l’accento sul valore della rete territoriale. «La presenza così ampia di attori istituzionali, sociali ed economici rappresenta uno spaccato importante del nostro territorio», ha osservato. «Se tutti agiscono verso lo stesso obiettivo è fare sistema, ed è questa la forza dell’Alto Garda e Ledro». Un passaggio che non è solo formale: «Servono azioni innovative per non rischiare l’appiattimento della nostra società».
Il progetto nasce infatti da un’analisi aggiornata dei bisogni sociali, che evidenzia la necessità di rafforzare un sistema integrato tra pubblico, terzo settore e privato, promuovendo autonomia e vita indipendente delle persone con fragilità. Una visione che si traduce in percorsi concreti di orientamento e accompagnamento personalizzato, capaci di sostenere giovani, donne e uomini in difficoltà nel delicato passaggio verso il mondo del lavoro.
Un concetto ribadito con chiarezza da Emanuela Skulina, responsabile dell’area Lavoro della Fondazione Famiglia Materna, ente gestore del progetto. «Inclusione lavorativa significa inclusione sociale», ha spiegato. «L’Alto Garda presenta una particolarità preziosa: un tessuto economico vivace e creativo, capace di organizzare percorsi diversificati e di accogliere anche persone con fragilità importanti».
La nuova progettualità rappresenta infatti un’evoluzione dell’esperienza “Grilli e Formichine”, avviata nel territorio nel 2014 e divenuta negli anni un riferimento per i percorsi di tirocinio occupazionale. Un modello che ha consentito a decine di persone di sperimentarsi in contesti aziendali attraverso tirocini remunerati, accompagnati da tutoraggi e progettazioni individualizzate.
Nel tempo, tuttavia, il quadro sociale è cambiato. Il profilo delle persone coinvolte si è fatto più complesso: difficoltà relazionali, fragilità psicologiche, giovani che faticano a portare a termine percorsi scolastici o formativi. Da qui la necessità di ripensare gli strumenti di intervento e di creare spazi protetti di apprendimento.
È proprio in questo contesto che nasce “Un Caffè speciale con le Sorelle Sisters”, nuova componente del progetto sviluppata all’interno del Bar Rosmini, grazie alla collaborazione con Lara, Franca e Verusca Bellotti. Una scelta che affonda le radici in un’esperienza di volontariato maturata negli anni.
A raccontarne il senso è stata Costanza Fedrigotti, responsabile del Servizio Socio Assistenziale della Comunità Alto Garda e Ledro. «Questo progetto è la prima azione comunitaria che mettiamo a terra del nuovo Piano sociale di Comunità», ha spiegato. «Serviva arricchire la filiera delle proposte di accompagnamento al lavoro di persone fragili o con disabilità. Collaboriamo con Famiglia Materna dal 2014 per i tirocini nelle aziende, ma oggi compiamo un passo ulteriore».
Un progetto che, come ha sottolineato Fedrigotti, nasce dall’osservazione diretta della realtà locale. «Negli anni le sorelle Bellotti, con grande spirito di volontariato, hanno accolto tanti tirocini nel loro bar. Così abbiamo deciso di valorizzare e rafforzare questa esperienza. Questa è la prima tappa per creare competenze da spendere poi sul territorio, negli esercizi esterni».
Non solo formazione professionale, ma crescita personale e relazionale. «Vedendo entrare i ragazzi il primo giorno, con le loro paure, la testa bassa e la difficoltà a guardare i clienti, e poi osservando la loro trasformazione finale, con lo sguardo alto e i sorrisi, abbiamo capito quale fosse il valore aggiunto», ha raccontato. «Un’opportunità per i ragazzi, ma al tempo stesso si arricchisce la nostra comunità. Scambiarsi un sorriso migliora la vita di tutti».
Il progetto mantiene e rafforza le due direttrici storiche – Formichine per le donne e Grilli per gli uomini – con particolare attenzione alle fasce giovanili, e si collega strettamente al Distretto Solidale dell’Alto Garda e Ledro. «Sensibilizzare le aziende è fondamentale», ha evidenziato Fedrigotti. «Chiediamo disponibilità non solo per i tirocini, ma anche per nuove assunzioni. Ogni persona è diversa e ognuno ha la propria ricchezza».
Una progettualità che amplia anche la rete di accesso, coinvolgendo scuole, istituti di formazione professionale e cooperative, per intercettare precocemente le situazioni di fragilità.
I numeri raccontano già una storia significativa: oltre 240 tirocini attivati negli ultimi undici anni, più di 140 aziende aderenti al Distretto di Economia Sociale. Segnali concreti di un territorio che, ancora una volta, prova a trasformare la solidarietà in opportunità.

(n.f.)

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