
Una lunga fila di automobili che da Torbole si dirigono verso Riva, chilometro dopo chilometro. Non un episodio eccezionale da giornata di esodo, ma una scena diventata quasi quotidiana nell’estate altogardesana. Il nodo è ancora una volta quello del “trivio” di Torbole e degli attraversamenti pedonali lungo via Matteotti, dove nelle ore più congestionate il traffico può trasformarsi in una lunga attesa. A riaccendere i riflettori sul problema è un servizio pubblicato da l’Adige, che ha osservato e analizzato sul campo la formazione delle code. Le fasce più difficili risultano quelle tra le 10 e le 13 e tra le 17 e le 20, con colonne che possono allungarsi da Torbole verso Riva fino alla zona di viale Rovereto.
Secondo quanto osservato nel servizio, il problema non sarebbe legato esclusivamente ai veicoli provenienti dalle diverse direttrici. Un ruolo decisivo lo avrebbero gli attraversamenti pedonali più vicini al trivio, in particolare nella zona dell’ex Colonia Pavese: il continuo passaggio di persone dirette o provenienti dalle spiagge, dai locali e dalle attività interrompe ripetutamente il flusso dei veicoli. In una delle rilevazioni effettuate sono state contate 180 automobili in colonna, due autobus di linea, due pullman turistici e alcuni camper.
Morandi: «Prima raccogliamo dati certi»
Sul problema interviene il sindaco di Nago-Torbole Gianni Morandi, che indica una strategia articolata in più passaggi.
«Ho chiesto alla Polizia locale di ritentare il monitoraggio della situazione al trivio», spiega il primo cittadino, ricordando che un tentativo analogo era già stato effettuato un paio di anni fa. Nei giorni scorsi sono quindi tornati sul posto anche gli agenti.
Il secondo passaggio sarà tecnologico: telecamere dedicate dovranno registrare i flussi e le dinamiche del traffico, permettendo di ottenere dati che saranno successivamente affidati a tecnici per un’analisi.
Solo dopo questi due step l’amministrazione punta ad arrivare a un “semaforo intelligente”, capace di regolare in maniera dinamica soprattutto i flussi pedonali, evitando per quanto possibile i tempi morti di un normale impianto semaforico e senza impegnare stabilmente gli organici della Polizia locale.
«La soluzione vera passa dalle grandi opere»
Per Morandi, tuttavia, questi interventi possono soltanto mitigare una criticità che ha dimensioni ben più ampie. «Il problema si risolverà veramente solo con l’apertura del tunnel di Loppio e con la realizzazione della circonvallazione di Torbole», afferma il sindaco, ribadendo per quest’ultima la necessità di procedere rapidamente adottando la soluzione del tunnel corto.
Nel frattempo, però, resta il presente. E con esso quelle colonne che coinvolgono turisti, ma anche lavoratori, pendolari, artigiani e residenti costretti quotidianamente a muoversi lungo uno degli assi più trafficati dell’Alto Garda.
La sfida, in attesa delle grandi infrastrutture, è dunque molto più immediata: riuscire a far convivere in pochi metri automobili, pedoni, biciclette e una località turistica che nei mesi estivi moltiplica i propri flussi.
(n.f.)