
Per anni era rimasto nascosto dal bosco e dalla vegetazione, quasi inghiottito dal tempo. Oggi, invece, il Castellino di Castil, a Monte Velo, è tornato a mostrarsi alla comunità. La torre medievale e la sua cinta muraria sono nuovamente visibili anche dalla Busa, da Romarzollo, San Giorgio e Riva del Garda, restituendo ad Arco uno dei suoi luoghi storici più antichi e identitari.
Un risultato che l’Associazione Monte Velo definisce «un piccolo grande traguardo per la nostra comunità». Dopo l’intervento del Servizio Forestale della Provincia autonoma di Trento, fortemente sostenuto dall’assessore comunale alla Cultura Massimiliano Floriani e richiesto con determinazione dall’associazione, «il prezioso Castellino in località Castil, rimasto per anni nascosto dall’abbandono e dalla vegetazione, è finalmente tornato alla luce».
«Oggi questa testimonianza della nostra storia è di nuovo visibile, perfino dalla Busa – sottolinea l’associazione – restituendo valore a un luogo che merita di essere conosciuto, tutelato e valorizzato». Ma il lavoro, assicurano i volontari, non finisce qui: «Questo è solo il primo passo. Continueremo a impegnarci affinché il patrimonio storico e culturale di Monte Velo venga preservato e reso sempre più fruibile a tutti».
Per Floriani il recupero del Castil assume anche un forte valore simbolico. «Non è un caso, ma un atto simbolico aver ripulito il sito a 35 anni esatti dall’avvio dell’iter per l’acquisto, nel luglio del 1991», ricorda l’assessore, facendo riferimento alla delibera con cui il Consiglio comunale di Arco diede il via all’acquisizione dalla Fondazione d’Arco di Mantova dei ruderi del castello, della colonia di Castil, di Malga Zanga e dei terreni circostanti.
Il Castil, sorto tra il XII e il XIII secolo come torre di avvistamento e controllo del collegamento tra la Valle del Sarca e l’altopiano del Monte Velo, rappresentava uno dei principali presìdi difensivi dei Conti d’Arco nell’Oltresarca. «Un patrimonio di grande importanza per Arco e per l’Oltresarca – evidenzia Floriani – che questa amministrazione ha deciso di inserire nelle azioni di recupero e conservazione degli edifici storici della comunità».
L’intervento di pulizia, realizzato in coordinamento con l’Assessorato alla Cultura, i Custodi forestali e la Soprintendenza per i beni culturali della Provincia, rappresenta soltanto l’inizio del progetto. Dopo il recupero di Malga Zanga, l’amministrazione comunale ha infatti «ufficialmente avviato i lavori per il recupero» del Castil, in stretta collaborazione con l’Associazione Monte Velo, «importante partner nella località montana».
I prossimi passi saranno la progettazione degli interventi di restauro conservativo e di valorizzazione del sito, con la realizzazione di un percorso didattico dedicato alla storia del castello e alla sua funzione strategica. In autunno, inoltre, verranno sottoscritti accordi con le associazioni del territorio per la gestione del verde e la promozione culturale del complesso.
«Recuperare il Castello di Castellino – conclude l’assessore Floriani – significa restituire alla comunità un pezzo della sua storia e un luogo identitario per troppo tempo dimenticato.»
(n.f.)


