Articolo pubblicato il: 13/06/2026 alle 17:00
La Busa - Caso Tavernini a Dro, l’affondo di Benuzzi: “Ripristinata la verità dei fatti”
Posted By Redazione
Categoria: Amministrativa, Notizie, Politica

 

Nuovo capitolo nella vicenda politica che da settimane anima il dibattito all’interno del Consiglio comunale di Dro. A intervenire questa volta è il capogruppo di maggioranza Paolo Benuzzi, che ha diffuso il parere ufficiale rilasciato dal Dipartimento Enti Locali della Provincia autonoma di Trento in risposta alle richieste avanzate dal vicepresidente del Consiglio comunale, Alvaro Tavernini. Secondo Benuzzi, il documento firmato dal dirigente generale avvocato Enrico Menapace «mette definitivamente fine alle polemiche alimentate nelle ultime settimane» e conferma la correttezza dell’operato degli uffici comunali e della maggioranza.
Al centro della vicenda vi è la contestazione avanzata da Tavernini (leggi) in merito alla convocazione del Consiglio comunale e alla disponibilità degli atti relativi al procedimento che lo riguarda direttamente. Il vicepresidente sosteneva di avere diritto a visionare la documentazione man mano che veniva predisposta, prima della convocazione dell’assemblea.
Una tesi che la Provincia respinge in maniera netta.

 

«Non esiste alcuna norma che attribuisca al vicepresidente il potere di subordinare la convocazione del Consiglio comunale alla preventiva trasmissione degli atti amministrativi», sottolinea Benuzzi. «Gli atti devono essere depositati nei termini previsti dal regolamento e non esistono corsie preferenziali o prerogative particolari per il presidente o per il vicepresidente».
Nel parere, il Dipartimento Enti Locali evidenzia infatti che né lo Statuto comunale né il regolamento del Consiglio di Dro prevedono un diritto di accesso privilegiato per chi ricopre il ruolo di presidente o vicepresidente dell’assemblea. Gli atti devono essere messi a disposizione di tutti i consiglieri secondo le tempistiche previste dal regolamento e il diritto di accesso resta identico per tutti gli eletti. «Non trova alcun fondamento la pretesa di ricevere la documentazione “man mano che si forma”», ribadisce Benuzzi, richiamando uno dei passaggi centrali del parere provinciale.
Il capogruppo collega direttamente queste conclusioni alla mozione di censura politica presentata dalla maggioranza nei confronti di Tavernini. «Non si tratta di un attacco personale», afferma, «ma della ferma contestazione di una condotta ritenuta incompatibile con il ruolo di garanzia che il vicepresidente è chiamato a svolgere». Benuzzi ricorda inoltre che lo stesso Tavernini aveva votato favorevolmente all’inserimento del punto riguardante la sua posizione all’ordine del giorno del Consiglio comunale del 4 giugno.
Non manca infine una stoccata al parere legale diffuso nei giorni scorsi dal vicepresidente. Secondo il capogruppo di maggioranza, la nota della Provincia «sconfessa integralmente» quel documento, definito «privo di sottoscrizione e di carta intestata», contenente anche riferimenti «inconferenti e per certi versi fantasiosi», come il richiamo al «munus parlamentare».
«La verità dei fatti è stata ripristinata», conclude Benuzzi. «Ora la priorità deve tornare a essere il regolare funzionamento del Consiglio comunale e il lavoro nell’esclusivo interesse della comunità». (n.f.)

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