
Una seduta straordinaria, convocata d’urgenza, e una decisione presa all’unanimità: giovedì 9 aprile il consiglio comunale di Arco ha dato il via libera all’integrazione del piano strategico di Amsa per il triennio 2026-2028, aprendo la strada a un maxi intervento di riqualificazione del Casinò. Sul tavolo, una finestra temporale strettissima e un’occasione da non perdere: il Conto Termico 3.0.
Fiorio: “Un’opportunità da cogliere subito”
Ad aprire i lavori è stata la sindaca Arianna Fiorio, che ha spiegato le ragioni della convocazione urgente. L’intervento nasce da un cambio di prospettiva: inizialmente si pensava a piccoli lavori per arrivare rapidamente al bando di gestione del bar del Casinò, ma le verifiche tecniche hanno evidenziato criticità ben più profonde. Da qui la scelta di puntare a una riqualificazione strutturale, sfruttando gli incentivi statali: «La tempistica è molto stretta – ha sottolineato – perché il Conto termico riapre il 13 aprile. C’è l’urgenza di presentare la domanda entro i termini».
Giovanazzi: “Basta rattoppi, serve un intervento radicale”
A entrare nel dettaglio è stato il nuovo presidente di Amsa, Paolo Giovanazzi, che ha tracciato un quadro chiaro: il Casinò oggi è un edificio energivoro, dispersivo e in parte obsoleto.
«Facendo tanti piccoli interventi ci siamo accorti che si sarebbe comunque spesa una cifra importante. Da qui la scelta: meglio un progetto più consistente». Il piano prevede una riqualificazione complessiva da oltre 3,4 milioni di euro, con l’obiettivo di trasformare l’edificio in una struttura a emissioni quasi zero (NZEB).
Il punto chiave è il finanziamento:
• 65% coperto dal GSE (circa 2,25 milioni)
• 1,2 milioni a carico di Amsa, tra mutuo e risorse proprie
Tra gli interventi previsti: nuovi impianti, serramenti performanti, coibentazione interna, pompe di calore e supporto da fotovoltaico. «Il Casinò è il simbolo della città – ha detto Giovanazzi – ma oggi si presenta come un edificio vetusto. Serve renderlo funzionale e attrattivo».
Tempistiche serrate
Il cronoprogramma è ambizioso:
• domanda al GSE già dal 13 aprile
• progettazione tra aprile e giugno
• gare in estate
• avvio lavori in autunno 2026
• conclusione entro il 2027
Nel frattempo si lavorerà anche al bando per il nuovo gestore del bar, cercando di coinvolgerlo già nella fase progettuale.
Il dibattito: tra entusiasmo e prudenza
La discussione in aula, aperta alle 19.23, ha messo in luce sensibilità diverse ma un obiettivo condiviso.
Alessandro Amistadi (SiAmo Arco) ha chiesto garanzie sui disagi del cantiere e sulle tempistiche: «Un intervento così importante deve essere gestito con attenzione, anche prevedendo penali per eventuali ritardi». Giovanazzi ha rassicurato: i lavori saranno organizzati per blocchi e non interferiranno con le attività della scuola musicale.
Carlo Pedergnana (PATT) ha allargato lo sguardo al futuro: «Il Casinò deve tornare a essere un punto di riferimento per la città, un luogo di aggregazione per tutti».
Un auspicio condiviso anche da altri interventi, che vedono nel rilancio della struttura un’occasione per ridare centralità sociale e culturale all’edificio.
Nicola Cattoi (Campobase) ha posto invece l’accento sul metodo: «Arriviamo con urgenza e con un progetto ancora da definire nei dettagli. È una scelta ambiziosa, ma va seguita con attenzione». Dubbi su sostenibilità economica, diagnosi energetica e impatto su altri progetti cittadini, a cui il presidente di Amsa ha risposto spiegando che le verifiche sono in corso e che l’esito del contributo arriverà entro 60 giorni.
Fiorio: “Priorità anche alla stazione autocorriere”
Nel suo intervento finale, la sindaca Fiorio ha chiarito che il progetto Casinò non farà passare in secondo piano altre opere strategiche.
«La nostra priorità resta la stazione delle autocorriere. A breve ci vedremo con Trentino Trasporti per avere la cessione della proprietà intera. Questa finestra temporale ci permetterà di prepararci per un intervento analogo anche lì».
Tra identità e visione
Non sono mancati interventi più “politici” e culturali.
Mauro Ottobre (Arco Dinamica) ha richiamato il valore storico degli edifici asburgici: «Abbiamo una responsabilità morale verso questo patrimonio. Troppi edifici sono stati lasciati nel degrado».
Mentre Paola Arcese (NoiArco) ha lanciato una visione più ampia: «Con il nuovo teatro, il Casinò e altre strutture possiamo creare un turismo diverso, fatto di eventi culturali e nuove opportunità per i giovani».
Un sì unanime, con qualche richiamo
In dichiarazione di voto, tutti i consiglieri si sono espressi a favore.
Anche Dario Ioppi (Pd), inizialmente titubante, ha dato il via libera: «Grazie per le spiegazioni, ma chiediamo di essere aggiornati sulle fasi del cantiere».
Con una stoccata finale: «Servirebbe più unanimità anche nella maggioranza, per rispetto del consiglio».
Il voto
Alle 20.09 la chiusura della discussione. 19 presenti, 19 favorevoli. Immediata esecutività approvata alle 20.13.
Una sfida per il futuro di Arco
Il consiglio comunale di Arco ha scelto di correre, scommettendo su un investimento importante e su una visione di lungo periodo.
Ora la partita si gioca su due fronti: ottenere il finanziamento e trasformare il Casinò in ciò che molti consiglieri hanno evocato durante la serata.
Non solo un edificio riqualificato, ma un luogo vivo, capace di tornare al centro della comunità.
Nicola Filippi