Articolo pubblicato il: 25/04/2026 alle 18:30
La Busa - Cartiere del Garda, nuova proprietà e vecchie certezze: il lavoro al centro della sfida industriale
Posted By Redazione
Categoria: Amministrativa, Economia, Notizie

 

Il passaggio di controllo di Lecta Group al fondo statunitense Apollo Funds segna una svolta rilevante per uno dei pilastri industriali dell’Alto Garda e Ledro. Un’operazione finanziaria complessa, approvata dalla Commissione europea, che ridisegna gli equilibri proprietari di un gruppo internazionale e, allo stesso tempo, riaccende interrogativi concreti sul futuro dello stabilimento di Riva del Garda.
Le storiche Cartiere del Garda, con oltre 450 addetti, rappresentano infatti molto più di un sito produttivo: sono un presidio economico e sociale capace di sostenere direttamente e indirettamente migliaia di famiglie. Un punto fermo per l’intero territorio, dove industria e comunità sono legate da un rapporto profondo e consolidato.
L’operazione che ha portato Apollo – già esposto sul debito del gruppo – ad acquisire il controllo esclusivo di Lecta si inserisce in un più ampio percorso di ristrutturazione finanziaria. Il gruppo, gravato da un indebitamento significativo (circa 600 milioni di euro), ha avviato una ricapitalizzazione con conversione del debito e nuova liquidità, con l’obiettivo di garantire continuità e stabilità.
Sul piano industriale, le prime indicazioni parlano di un’organizzazione più agile, basata su business unit, e di un piano finanziato che dovrebbe rafforzare la competitività. Ma sul territorio, la notizia è arrivata senza un confronto preventivo con i lavoratori. Ed è proprio questo il punto che ha sollevato le prime tensioni.
I sindacati chiedono chiarezza. Non tanto – o non solo – sulla bontà dell’operazione, quanto sul metodo e sulle prospettive. Serve capire quale sarà il ruolo dello stabilimento di Riva nel nuovo assetto, quali investimenti sono previsti e, soprattutto, quali garanzie esistono sul piano occupazionale.
In questo contesto si inserisce la posizione della UGL, che nel suo intervento richiama con forza un principio chiave: la sostenibilità finanziaria non può prescindere dalla solidità industriale. Un equilibrio tutt’altro che scontato nelle grandi operazioni di finanza internazionale.

 

 

Il sindacato sottolinea come il valore di Cartiere del Garda non risieda solo nei numeri di bilancio, ma nel patrimonio di competenze, esperienza e capacità produttiva costruito negli anni. Un capitale umano e territoriale che non può essere considerato marginale.
Da qui alcune richieste precise: investimenti mirati sul sito di Riva per rafforzarne competitività e capacità produttiva, un monitoraggio continuo sull’evoluzione industriale e occupazionale, e soprattutto un coinvolgimento reale delle parti sociali nei processi decisionali.
Il messaggio è chiaro: questa fase può rappresentare un’opportunità, ma solo se accompagnata da una visione industriale concreta. Il rischio, altrimenti, è quello di una distanza crescente tra logiche finanziarie e bisogni del territorio.
In gioco non c’è solo il destino di un’azienda, ma l’equilibrio economico di un’intera area. L’Alto Garda e Ledro si reggono anche su un tessuto industriale che, negli anni, ha garantito occupazione stabile e sviluppo. Difenderlo – e rilanciarlo – significa tutelare una parte essenziale della coesione sociale locale.
La nuova proprietà è ora chiamata a dimostrare che l’operazione non è solo un passaggio finanziario, ma l’inizio di una fase di consolidamento e crescita. Con un punto fermo: il lavoro non è una variabile accessoria, ma il cuore stesso del sistema produttivo. (n.f.)

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Data e ora di stampa: 25/04/2026 21:31
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