
Venerdì 13 febbraio nel salone delle feste del Casinò municipale di Arco l’aria era quella delle grandi occasioni. Del resto non si trattava di una serata qualunque, ma di “ArcoRida – tutto quanto fa spettacolo”, appuntamento classico del Carnevale di Arco, quest’anno impreziosito dal traguardo tondo e pesante del 150° anniversario. Tanta attesa, inutile negarlo. Anche perché le settimane precedenti non erano state avare di polemiche, rimbalzate tra social network e articoli di giornale. Aspettative alte, curiosità alle stelle, pubblico numeroso e pronto a lasciarsi travolgere da quella miscela di satira, ironia e irriverenza che da sempre rappresenta il sale dell’evento.
Satira col freno a mano tirato
Sul palco, a fare gli onori di casa, il patron del Carnevale Mario Matteotti, affiancato dalla sua inseparabile “spalla” Dino Campo. Un duo rodato, capace negli anni di strappare risate e, talvolta, qualche malumore tra i bersagli della satira.
Questa volta, però, tra il pubblico serpeggiava una sensazione curiosa, quasi inattesa. Le risate non sono mancate, ma a molti è rimasto il retrogusto di una satira meno pungente del previsto.
“Ci aspettavamo battute più forti dal Mario”, era il commento raccolto a fine serata tra gruppetti di spettatori. Il sospetto, nemmeno troppo velato, è che il timore di possibili strascichi legali – evocati nelle recenti discussioni pubbliche – abbia in parte smorzato quella vena caustica che da sempre caratterizza Matteotti. Una satira più prudente, insomma, che ha fatto sorridere ma raramente colpito nel segno. Eppure gli spunti non mancavano.
Fuochi d’artificio… solo sullo schermo
Tra i momenti più riusciti, almeno per immediatezza scenica, la gag d’apertura con i fuochi d’artificio proiettati sul grande schermo alle spalle dei protagonisti. Un chiaro riferimento, in chiave ironica, alla recente decisione dell’amministrazione comunale di vietare lo spettacolo pirotecnico durante i mercatini di Natale, scelta motivata da una maggiore sensibilità verso l’ambiente e gli animali domestici. Una trovata che ha strappato sorrisi e qualche applauso, giocando su un tema che in città ha fatto discutere non poco.
Politica locale nel mirino (ma senza graffi)
Grande curiosità accompagnava anche i passaggi dedicati alla politica locale. Dall’ex sindaco all’ex assessore alla cultura, fino all’attuale sindaca Arianna Fiorio, nessuno è stato risparmiato. In particolare, era attesa la stoccata sulla nota vicenda dell’acquisto del quadro attribuito a Segantini, operazione che, nella narrazione satirica, avrebbe dovuto portare benefici economici mirabolanti all’intera città.
Anche qui, però, la sensazione diffusa è stata quella di una satira “spuntata”, più evocata che affondata.
Non sono mancati passaggi dedicati all’attualità amministrativa, in particolare all’assessora all’ambiente Chiara Parisi, protagonista involontaria di alcuni siparietti.
I riferimenti, più spiritosi che realmente satirici, hanno toccato temi che negli ultimi mesi avevano trovato spazio anche nel dibattito cittadino e sulle pagine online de La Busa. Tra questi, l’episodio della morte del picchio verde contro una vetrata, vicenda che aveva suscitato attenzione e riflessioni sul tema dell’impatto delle strutture urbane sulla fauna selvatica.
Da lì, il filo ironico ha abbracciato altre iniziative ambientali: dalle casette per i pipistrelli, simbolo delle politiche di tutela della biodiversità, fino alla piantumazione di nuove piante in alcune frazioni del territorio comunale. Tematiche che Matteotti ha trasformato in materiale comico leggero, giocando sull’immaginario “green” senza mai affondare realmente il colpo.
Più leggero e divertito, invece, il siparietto dedicato alla sindaca Arianna Fiorio e ai suoi trascorsi scolastici: tre anni di scuole medie condivisi con Dino Campo, dettaglio che ha regalato un momento di genuina ilarità.
Non è mancato neppure un passaggio sull’ex deputato Mauro Ottobre, tratteggiato ironicamente come futuro candidato alle elezioni europee. Anche in questo caso, sorrisi sì, ma senza scossoni emozionali.
Lucio Gardin, trionfo di risate
Se un vincitore morale della serata va individuato, quello è Lucio Gardin. Il comico trentino ha letteralmente conquistato la platea, inanellando battute, racconti e osservazioni capaci di passare dal quotidiano al carnevalesco con una naturalezza disarmante.
Applausi a scena aperta, risate fragorose, pubblico coinvolto: uno show brillante, leggero e mai banale, che per molti ha rappresentato il vero apice della serata. “Dieci e lode, anzi undici”, verrebbe da dire raccogliendo l’entusiasmo diffuso.
Magia e acrobazie
Più tiepida l’accoglienza riservata agli altri momenti di spettacolo. L’esibizione del mago e di Karen Vardanian, con la classica “donna tagliata a pezzi”, non ha particolarmente sorpreso: un numero storico, che paga forse il peso degli anni.
Analoga sorte per la prova di escapologia, pur impreziosita dalla partecipazione dell’assessore Massimiliano Floriani, salito sul palco con un balzo atletico che ha strappato applausi spontanei. Effetto scenico riuscito, ma pathos contenuto.
Decisamente apprezzato, invece, lo spettacolo che ha messo in luce talento, tecnica e forza delle atlete di pole dance e acrobatica aerea della palestra Fullout Dance Lab di Arco, accolte da convinti applausi: l’insegnante Valentina Stocchetti e le allieve Giulia Brighenti,
Sofia Rigotti, Roberta Matteotti, Claudia Leoni, Flaminia Capezzuoli, Ambra Piranaj, Elisa Salvini e Karen Mancini.
Emozione vera con Ezio Rigo
Tra i momenti più intensi, l’assolo di Ezio Rigo, novant’anni e un’energia capace di zittire qualsiasi anagrafe. Sul palco del Salone municipale la sua inseparabile tromba ha riportato il pubblico agli anni Settanta, ai tempi della mitica “Banda Mata”, evocando ricordi, applausi e qualche lacrima.
Un frammento di memoria collettiva che ha saputo toccare corde profonde, ricordando quanto il Carnevale sia, prima ancora che spettacolo, identità e storia condivisa.
Il ricordo di Bepi Paia
Forte partecipazione emotiva anche durante la proiezione del video dedicato a Giuseppe Veronesi, indimenticato Bepi Paia. Le immagini della trasmissione televisiva di Telegarda Trentino, con tanti ringraziamenti all’editore, il maestro fotografo di Arco Fabio Galas, hanno strappato risate e fatto scendere qualche lacrimuccia per l’improbabile tentativo di Bepi Paia di eguagliare o battere il record di Usain Bolt sui cento metri piani, con slow motion e riprese ardite… con la decisione finale di darsi al salto con l’asta…
Una serata riuscita… a metà?
Il bilancio finale è fatto di luci e ombre, proprio come ogni spettacolo che si rispetti. Il pubblico ha partecipato, riso, applaudito. Ma resta, tra molti, la sensazione che “ArcoRida” avrebbe potuto osare di più sul terreno della satira, da sempre anima e motore dell’evento.
Perché il Carnevale, per sua natura, vive anche di eccessi, di ironia graffiante, di quella libertà di sberleffo che — quando intelligente — sa far riflettere oltre che divertire.
E chissà che nelle prossime edizioni non si possa ritrovare un Mario Matteotti più irriverente, meno timoroso e nuovamente pronto a “satirare” senza rete. In fondo, è proprio questo che il pubblico sembra continuare ad aspettarsi.
Nicola Filippi
















