
C’è una povertà che non fa rumore, che non occupa le prime pagine e che spesso resta invisibile anche a pochi metri da casa nostra. È la povertà fatta di bollette che non si riescono più a pagare, di affitti che diventano insostenibili, di spese scolastiche che pesano come macigni su bilanci familiari già fragili. Una povertà che, come raccontano anche le statistiche trentine, assume forme diverse e sempre più complesse, intrecciando difficoltà economiche, solitudine, precarietà lavorativa e fragilità sociali.
Nel territorio di Torbole e Nago, questa realtà emerge con chiarezza dall’attività quotidiana del Punto di ascolto e solidarietà Caritas della Parrocchia di S. Andrea, che nel corso del 2025 ha rappresentato un punto di riferimento silenzioso ma costante per decine di persone e famiglie in difficoltà. I dati sono stati diffusi dal parroco don Vincenzo Lupoli, che ha sottoscritto la comunicazione ufficiale.
I numeri, da soli, non raccontano tutto, ma aiutano a comprendere la portata del fenomeno: nel 2025 la Caritas parrocchiale ha distribuito 3,4 tonnellate di alimenti, sostenendo 61 persone. Dietro a queste cifre ci sono storie diverse, accomunate da un bisogno concreto e immediato: riempire il frigorifero, garantire un pasto dignitoso, alleggerire una spesa che altrimenti diventerebbe insostenibile.
L’intervento non si ferma al pacco alimentare
Accanto alla distribuzione di cibo, c’è un lavoro più profondo e meno visibile: l’ascolto. Un ascolto che permette di intercettare situazioni di deprivazione materiale, ma anche di disagio più ampio, dove alle difficoltà economiche si sommano problemi abitativi, familiari o relazionali. Nei limiti delle risorse disponibili, l’aiuto si traduce anche in sostegni per affitti, utenze domestiche, spese condominiali e costi scolastici, perché la povertà raramente si presenta sotto una sola forma.
Un contributo importante è arrivato anche dalla partecipazione al Programma Nazionale Inclusione e Lotta alla Povertà 2021–2027, che ha consentito di rafforzare l’intervento a favore delle persone in condizioni di maggiore vulnerabilità. Grazie a questo sostegno, nel 2025 sono stati distribuiti 91 pacchi alimentari aggiuntivi, pari a circa una tonnellata di alimenti, destinati a 47 persone in grave difficoltà.
Si tratta di un lavoro di rete, che coinvolge il Banco Alimentare, le realtà associative del territorio, i volontari e anche i cittadini, attraverso le donazioni e la partecipazione alle raccolte alimentari. Un esempio concreto di come la solidarietà, quando è organizzata e continuativa, possa diventare uno strumento efficace di contrasto alla povertà.
Le statistiche provinciali lo confermano: anche in Trentino cresce il numero di persone che, pur lavorando o avendo una casa, faticano ad arrivare a fine mese. È la cosiddetta “povertà grigia”, meno visibile ma sempre più diffusa, che chiede risposte nuove e una maggiore attenzione collettiva.
In questo contesto, l’esperienza della Caritas di Torbole e Nago – e la comunicazione firmata da don Vincenzo Lupoli – ricordano che dietro ogni dato c’è una persona, e che la solidarietà non è solo un gesto emergenziale, ma un percorso fatto di ascolto, accompagnamento e dignità. Un lavoro quotidiano che non fa rumore, ma che tiene insieme una comunità, soprattutto nei suoi momenti più fragili.
(n.f.)