Articolo pubblicato il: 17/01/2026 alle 10:30
La Busa - Caos al CUP e sistemi sanitari in affanno: si apre lo scontro politico
Posted By Redazione
Categoria: Amministrativa, Notizie, Salute

 

Dopo giorni di forti disagi per pazienti e utenti dei servizi sanitari, il tema del malfunzionamento del CUP e dei sistemi informativi della sanità trentina arriva con forza al centro del dibattito politico. Liste d’attesa che si allungano, agende vuote accanto ad altre sovraccariche, appuntamenti che si sovrappongono o non vengono mai eseguiti: una situazione che ha inciso direttamente sulla quotidianità di molti cittadini, anche in presenza di visite urgenti.
A riconoscere pubblicamente la gravità dei problemi è stato lo stesso Mario Tonina, assessore provinciale alla salute, che in dichiarazioni alla stampa ha parlato senza mezzi termini di disservizi, assumendosi una parte di responsabilità politica. “Il numero di cittadini in lista di attesa è aumentato – ha spiegato – perché alcune agende di professionisti risultavano vuote, mentre altre erano intasate da prenotazioni mai eseguite. Così non va bene, per niente”.

 

 

Un sistema sotto pressione
Il problema del CUP, secondo quanto denunciato dai consiglieri provinciali del Partito Democratico del Trentino, Paolo Zanella e Alessio Manica, non è un episodio isolato, ma si inserisce in un quadro più ampio di criticità che sta mettendo sotto pressione l’intero sistema sanitario trentino. Ai disservizi nelle prenotazioni si sommano infatti le difficoltà legate al nuovo SIO introdotto nei pronto soccorso, il crash di due giorni del software di gestione dei laboratori – evento definito senza precedenti – e i continui guasti alle apparecchiature radiologiche.
Una situazione che, sottolineano i consiglieri, pesa ulteriormente su un contesto già segnato dalla carenza di personale. “Quando mancano le risorse umane – evidenziano – almeno la macchina organizzativa dovrebbe funzionare come un orologio. Invece il personale è costretto a compensare continuamente le inefficienze, con il rischio concreto di esasperazione e abbandoni”.

Le responsabilità e lo scontro ai vertici
Nel mirino delle critiche finisce la gestione dell’ASUIT e il ruolo dell’assessorato provinciale. Tonina ha parlato di responsabilità condivise, chiamando in causa non solo il proprio assessorato, ma anche l’Azienda sanitaria e GPI, la società che ha firmato il contratto per il sistema informativo del CUP.
Ma lo scontro politico va oltre i problemi tecnici. Secondo Zanella e Manica, l’assessore Tonina da tempo manifesterebbe insofferenza per la gestione dell’Azienda sanitaria e la volontà di cambiare il vertice, scontrandosi però con la contrarietà del presidente della Provincia, Maurizio Fugatti, definito “strenuo difensore del Direttore generale”.
Una frattura che, secondo i consiglieri del PD, rende l’azione dell’assessore politicamente debole e inefficace: “Un assessore delegittimato dal presidente nella propria visione sul vertice dell’Azienda non può controllare davvero la sanità”.

La questione delle dimissioni
È su questo punto che il comunicato assume toni particolarmente duri, arrivando a evocare apertamente la possibilità delle dimissioni come unico atto di responsabilità politica coerente. Se un assessore è convinto che il governo dell’Azienda sanitaria vada cambiato ma non ha la possibilità di farlo, sostengono Zanella e Manica, dovrebbe “mettere le proprie dimissioni sul tavolo” per chiarire lo scontro politico e le responsabilità.
Un passaggio che intreccia anche altri temi sensibili, come la gestione dei migranti e dei richiedenti asilo, citata come ulteriore ambito in cui emergerebbero divergenze tra assessorato e presidenza.

I cittadini al centro del problema
Al di là dello scontro politico, resta il dato più concreto e urgente: i disagi vissuti in questi giorni da pazienti, famiglie e operatori sanitari. Il malfunzionamento dei sistemi informativi non è una questione astratta, ma incide direttamente sul diritto alla cura, sui tempi di accesso alle prestazioni e sulla qualità complessiva del servizio sanitario pubblico.
Mentre il confronto tra assessorato, Azienda sanitaria e vertici provinciali si fa sempre più acceso, i cittadini attendono risposte rapide e soluzioni efficaci. Perché, come emerge chiaramente anche dalle stesse parole dell’assessore, “così non va bene”: e la sanità, soprattutto in un momento di forte pressione, non può permettersi di restare bloccata tra responsabilità rimpallate e scontri politici. (n.f.)

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