
Sul futuro del Camping Brione di Riva del Garda si inserisce ora anche la presa di posizione ufficiale degli ambientalisti. Dopo il dibattito politico e la decisione dell’amministrazione comunale di fermare il progetto originario di riqualificazione, arriva infatti il sostegno degli Amici della Terra Alto Garda e Ledro, che parlano di una scelta necessaria per la tutela del Monte Brione.
A firmare l’intervento è il presidente Paolo Barbagli, che attraverso una nota diffusa sui social esprime “soddisfazione e pieno appoggio” alla bocciatura del piano commissionato dalla precedente amministrazione comunale.
Il progetto contestato prevedeva la trasformazione del campeggio in una struttura di livello superiore, con un investimento stimato tra i 7 e gli 8 milioni di euro e la realizzazione di nuove unità abitative nell’area dell’olivaia del Brione.
Nel dettaglio, come ricorda Barbagli, erano previste “ben 25 strutture in muratura, a due piani, per un totale di 138 posti letto: in pratica una piccola nuova città in un’area di particolare pregio naturalistico e paesaggistico”.
Proprio questo impatto urbanistico aveva sollevato forti perplessità sia sul piano ambientale sia su quello politico, fino alla decisione dell’attuale amministrazione guidata dal sindaco Alessio Zanoni di fermare il progetto nella sua formulazione originaria.
Il primo cittadino aveva infatti chiarito che “così com’era non si farà”, annunciando una nuova impostazione basata su soluzioni più leggere e compatibili con il contesto paesaggistico del Monte Brione.
Una linea che gli ambientalisti condividono pienamente. “Ora viene chiesto ai nuovi progettisti di eliminare le strutture in muratura, sostituendole con soluzioni più leggere e mobili, e di recuperare le strutture già esistenti, in particolare una casa colonica”, scrive Barbagli, sottolineando l’importanza di garantire “un inserimento dei nuovi interventi compatibile con l’ambiente circostante”.
Gli Amici della Terra Alto Garda e Ledro annunciano inoltre che continueranno a seguire con attenzione l’evoluzione della vicenda. “Assicuriamo di monitorare con attenzione i prossimi sviluppi, al fine di verificare l’attuazione dei buoni propositi sopra esposti”.
La questione del Camping Brione resta dunque uno dei dossier più delicati del 2026 per Riva del Garda: da una parte la necessità di rilanciare una struttura strategica per il turismo open-air, dall’altra la tutela di uno dei luoghi più sensibili e identitari del territorio. Una partita che, almeno per ora, sembra orientata verso una mediazione più attenta al paesaggio.
(n.f.)