
Il problema non è nuovo, ma continua a ripresentarsi puntuale ogni fine settimana: camper parcheggiati per giorni nelle aree pubbliche, soste trasformate in veri e propri campeggi abusivi e residenti sempre più esasperati. A riportare il tema al centro del dibattito cittadino è oggi Dave Michelotti, portavoce e ideatore del movimento civico “XArco”, con un duro intervento sulla situazione della zona del campo sportivo di Bolognano e di tutto l’Oltresarca.
“Basta campeggio abusivo ogni weekend”, scrive Michelotti, spiegando di aver atteso quattro settimane prima di intervenire pubblicamente. “Volevo capire se il caos di Pasqua fosse un caso isolato, ma purtroppo è la regola. Ogni weekend assistiamo a scene di campeggio abusivo senza che nessuno intervenga”.
Il problema, secondo Michelotti, non riguarda solo l’area sopra il campo sportivo, ma anche Laghel, Vigne e Padaro: “Zone ormai inaccessibili per i residenti”, denuncia.
La questione è da anni una ferita aperta nell’Alto Garda, dove il confine tra semplice sosta e campeggio abusivo resta spesso sottile sul piano normativo, ma chiarissimo nella percezione di chi vive il territorio. Perché se è vero che dormire in camper senza esporre tavoli, sedie o tendalini può rientrare nella sosta consentita, è altrettanto evidente che molti casi si trasformano in una vera occupazione impropria degli spazi pubblici.
“Provate a farlo in Alto Adige: la polizia bussa al finestrino e vi fa spostare subito”, osserva Michelotti. “Qui invece la situazione è ormai fuori controllo”.
Un tema che in passato era stato sollevato anche dall’ex deputato Mauro Ottobre, oggi riferimento di Arco Dinamica, che ha più volte chiesto “regole uguali per tutti”, denunciando come il decoro urbano non possa essere sacrificato in nome di un turismo senza regole. Anche Arco Fucina Comune aveva posto l’attenzione sulla necessità di controlli reali e non solo di campagne informative, chiedendo una gestione più rigorosa del fenomeno.
Nel 2025 il Comune di Arco aveva persino avviato una campagna di sensibilizzazione con volantini rivolti a camperisti e climber, invitando a utilizzare campeggi regolari e l’area sosta di via Pomerio, confidando “nella civiltà delle persone”. Ma la realtà raccontata dai residenti sembra ben diversa.
Ed è proprio qui che emerge il nodo più delicato: non si tratta di essere contro il turismo, ma contro la totale assenza di rispetto. Perché accoglienza non significa tollerare il degrado, l’occupazione sistematica degli spazi pubblici e la trasformazione delle frazioni in parcheggi permanenti.
“Due mesi fa in Consiglio comunale è stato promesso un rafforzamento dei Vigili Urbani”, ricorda Michelotti. “Speriamo si passi presto ai fatti, perché la situazione è insostenibile e i comitati di quartiere protestano da mesi”.
Il messaggio finale è netto: “Vogliamo un turismo rispettoso, non un territorio allo sbando”. Una richiesta che, più che politica, appare ormai una semplice questione di civiltà.
(n.f.)