
Prendersi cura di un territorio significa anche chinarsi a raccogliere un rifiuto. Potare un piccolo bosco. Camminare insieme. Fermarsi a condividere un pranzo all’ombra degli ulivi.
È questo lo spirito dell’iniziativa “Ce ne prendiamo cura insieme?”, in programma sabato 6 giugno in località Prabi ad Arco. Una mattinata dedicata alla tutela dei beni collettivi e delle terre civiche, tra ambiente, partecipazione e comunità.
Il ritrovo è fissato alle ore 10 alla Baita degli Alpini, in via dei Legionari Cecoslovacchi, nei pressi della piscina di Prabi. Da lì prenderanno il via le attività organizzate da La Foresta – Accademia di comunità insieme al Comitato Salvaguardia Olivaia di Arco, all’interno del progetto “Radici Collettive”, sostenuto dalla Fondazione Caritro attraverso il bando Cultura Ambientale.
L’obiettivo è semplice. Ma concreto. Vivere e proteggere il territorio attraverso piccoli gesti collettivi.
Con l’accompagnamento del gruppo Dai Nèta, i partecipanti saranno coinvolti in una vera e propria “caccia al rifiuto”, per ripulire alcuni terreni della zona gravati da uso civico. Rifiuti grandi e piccoli, abbandonati nel tempo, che verranno raccolti grazie al lavoro condiviso dei volontari.
Parallelamente prenderà forma anche un’attività di cura ambientale più tecnica e naturalistica. Insieme all’agroecologo Carlo Bettinelli sarà infatti realizzata un’azione collettiva di potatura di un piccolo boschetto, con l’obiettivo di aumentarne la capacità di accogliere biodiversità e migliorare la salute dell’ecosistema locale.
Un’iniziativa che unisce sensibilizzazione ambientale, educazione civica e socialità.
Non solo pulizia del territorio, dunque, ma anche occasione per riscoprire il valore delle terre collettive e del lavoro condiviso. Un modo diverso di vivere il paesaggio dell’Olivaia di Arco, trasformando una semplice mattinata all’aria aperta in un’esperienza di comunità.
La giornata si concluderà con un picnic condiviso. Gli organizzatori invitano i partecipanti a portare qualcosa da mangiare da condividere con gli altri. “Noi porteremo una sorpresa”, promettono nel messaggio lanciato sui social.
Un invito aperto a famiglie, cittadini, volontari e curiosi. Anche ai più piccoli, come ricorda il manifesto dell’evento: “Bimbə benvenutə”.
Perché prendersi cura di un territorio, spesso, significa prima di tutto sentirlo proprio. (n.f.)