Articolo pubblicato il: 26/09/2026 alle 09:00
La Busa - Bollo auto, Calzà (PD): «Il Trentino usi l’autonomia per costruire una mobilità migliore»
Posted By Redazione
Categoria: Amministrativa, Economia, Notizie

 

Non è soltanto una questione di pagare o non pagare il bollo auto. Per Michela Calzà il vero nodo è capire come il Trentino intenda utilizzare la propria autonomia fiscale e, soprattutto, se una parte delle risorse possa diventare l’occasione per rafforzare un trasporto pubblico che in diverse zone della provincia, Alto Garda compreso, fatica ancora a rappresentare una vera alternativa all’automobile. La consigliera provinciale del PD del Trentino, già vicesindaca di Dro, ha depositato un’interrogazione alla Giunta provinciale dopo la decisione del Governo di introdurre nel 2027 un’esenzione dalla tassa automobilistica per determinati veicoli.
Il punto sollevato da Calzà riguarda soprattutto la particolare posizione del Trentino, dove il bollo costituisce un tributo provinciale. «Il bollo è un tributo proprio provinciale. Il Trentino non deve limitarsi ad attendere le indicazioni di Roma e il relativo rimborso, ma deve decidere come esercitare la propria autonomia fiscale, assumendosi la responsabilità delle proprie scelte», afferma la consigliera. Da qui l’ipotesi di non recepire necessariamente la misura in maniera indistinta, ma di valutare una disciplina provinciale più selettiva, introducendo ad esempio criteri legati al reddito, alle condizioni sociali e all’impatto ambientale dei veicoli. Prima, però, secondo Calzà servono i numeri: quanto vale il gettito interessato dall’esenzione e quale sarebbe la compensazione riconosciuta dallo Stato?

 

 

Dal bollo agli autobus: la proposta di un fondo
L’interrogazione allarga quindi il campo al trasporto pubblico. Calzà propone che una quota delle risorse eventualmente mantenute dalla Provincia, oppure della compensazione statale, possa confluire in un fondo straordinario per il potenziamento del servizio pubblico locale.
Gli interventi indicati vanno dall’aumento della frequenza e dell’affidabilità delle corse alle coincidenze, dalle fermate accessibili e confortevoli ai sistemi di bigliettazione e infomobilità.
Tra i territori citati compare anche l’Alto Garda, dove la conformazione geografica, i flussi turistici e la pressione del traffico rendono particolarmente complesso costruire un’alternativa competitiva all’auto privata. Nell’interrogazione vengono richiamate anche le criticità della Val di Sole e i ritardi dell’elettrificazione ferroviaria in Valsugana.

«Manca un piano provinciale della mobilità»
Per Calzà la discussione sul bollo diventa così una parte di una questione molto più ampia. «Mentre si programmano ingenti investimenti in nuove infrastrutture stradali, il Trentino continua a non avere un Piano provinciale della mobilità sostenibile. Manca il timone con cui decidere la direzione degli investimenti e il modello di mobilità dei prossimi dieci anni».
Tre, quindi, le domande rivolte alla Giunta: quale sarà l’impatto finanziario della misura sul bollo e come la Provincia intenda applicarla; se una parte delle risorse verrà destinata al trasporto pubblico; infine se e quando sarà predisposto un Piano provinciale della mobilità sostenibile.
La sintesi della posizione di Calzà sta nelle sue parole finali: «L’Autonomia serve proprio a questo: non a seguire le scelte dello Stato, ma a migliorarle nell’interesse della nostra comunità». (n.f.)

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Data e ora di stampa: 26/09/2026 10:04
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