
Un bilancio personale e politico insieme, ma anche un messaggio che guarda al futuro della comunità. Nel lungo post pubblicato il 31 dicembre sul proprio profilo social, la sindaca di Arco Arianna Fiorio affida la chiusura dell’anno a una riflessione che intreccia esperienza amministrativa, dimensione umana e visione per il 2026.
«La fine di un anno è tempo di bilanci e di riflessione», scrive Fiorio, definendo quello appena concluso «tutt’altro che ordinario, direi intenso, impegnativo, ma anche ricco di gratitudine, di incontri, di significato e speranza».
Il volontariato come patrimonio della comunità
Uno dei passaggi centrali del messaggio riguarda il ruolo del volontariato, indicato dalla sindaca come uno dei tratti più significativi emersi nel corso dell’anno. «Uno degli aspetti che più mi ha colpito è stato l’immenso patrimonio umano rappresentato dal volontariato», sottolinea, parlando di «un mondo vasto, variegato, spesso silenzioso, ma fondamentale».
Nel suo elenco, Fiorio richiama realtà molto diverse tra loro, dalle associazioni sociali e culturali al Soccorso alpino, dai Vigili del fuoco volontari agli Alpini, dalle associazioni sportive al volontariato sanitario, dalla Caritas alla SAT, fino alle realtà educative e corali. «Sono persone che donano il bene più prezioso che abbiamo: il tempo», scrive la sindaca, evidenziando come questo impegno avvenga «senza clamore», mettendo in circolo «energie positive, competenze, passione e senso di responsabilità».
In un contesto definito «storico complesso, segnato da incertezze, preoccupazioni e troppe ingiustizie», la possibilità di «toccare con mano quanto di buono, giusto e bello esiste ancora» diventa, secondo Fiorio, un motivo di autentica gratitudine.
L’incontro con le scuole e lo sguardo sul futuro
Un altro passaggio che la sindaca indica come particolarmente significativo riguarda l’incontro con alcune classi delle scuole elementari, nell’ambito dei percorsi di educazione alla cittadinanza. «Le giovani sindache mi hanno presentato i programmi amministrativi elaborati dalle loro classi», racconta, descrivendoli come «progetti attenti, inclusivi, rispettosi dell’ambiente, capaci di guardare al futuro con lucidità».
Programmi che Fiorio definisce senza esitazioni «semplicemente perfetti», trasformando l’esperienza in una riflessione più ampia sul valore dello sguardo delle nuove generazioni e sulla qualità delle idee che possono nascere da un approccio libero da cinismo.
La parola per il 2026: “cura”
Guardando all’anno che si apre, la sindaca individua una parola chiave capace di orientare scelte e comportamenti. «Se dovessi scegliere una parola per accompagnarci nel 2026, sceglierei senza esitazione la parola “cura”».
Una cura declinata su più livelli: «cura per noi stessi», per «imparare anche ad ascoltare le nostre fragilità e a stare bene, anche emotivamente»; cura «per le persone che ci stanno accanto», per le relazioni e per chi attraversa momenti di difficoltà; e infine «cura per la nostra città e per l’ambiente», definito «la nostra prima casa, il bene comune che abbiamo il dovere di custodire e consegnare alle generazioni future».
Speranza attiva e responsabilità condivisa
Il messaggio si chiude con un augurio che assume un chiaro valore politico e civico. Fiorio parla di «speranza attiva», una speranza che «non resta ferma, ma che si traduce in gesti, scelte e responsabilità condivise».
L’auspicio finale è per «un anno che porti bene, giustizia e serenità alle nostre famiglie, alla nostra comunità e a ciascuno di noi», estendendo lo sguardo «possibilmente al mondo intero». Un saluto di fine anno che, nelle parole della sindaca, diventa anche una dichiarazione d’intenti per il 2026. (n.f.)