Articolo pubblicato il: 23/09/2026 alle 12:00
La Busa - Bar Bufo e Clandestino, quale futuro per Lagolo? Bosetti punta su parcheggi e Parco delle Feste
Posted By Redazione
Categoria: Amministrativa, Economia, Notizie, Turismo

 

Non una replica sulle polemiche che hanno accompagnato l’estate, ma l’occasione per allargare il confronto al futuro di Lagolo e al ruolo che l’Amministrazione comunale dovrebbe assumere nello sviluppo della località turistica. A intervenire è Mariano Bosetti, già sindaco di Calavino dal 1990 al 2010, commissario straordinario del Comune di Madruzzo dal maggio al novembre 2025 e oggi consigliere comunale.
Il punto di partenza sono alcune affermazioni del proprietario del Bufo, Luca Betta, e in particolare il rapporto fra iniziativa privata e interesse pubblico. Bosetti porta come primo esempio i parcheggi situati in riva al lago sui quali dall’estate 2026 sarebbe comparsa l’indicazione che riserva la sosta ai clienti del locale.
«È vero che tavolarmente la proprietà è sua – osserva Bosetti – ma quei parcheggi furono realizzati per iniziativa dell’allora Comune di Lasino attraverso una cooperativa del Progettone e con finanziamenti pubblici provinciali». Secondo la ricostruzione dell’ex sindaco, l’allora proprietario dell’ex albergo Floriani aveva messo l’area a disposizione per la realizzazione di stalli pubblici.

 

 

Da qui la questione posta da Bosetti sulla natura e sull’utilizzo nel tempo di quell’area, richiamando situazioni analoghe, come il percorso della Forra dei Canevai sulla Roggia di Calavino.
Il consigliere ricorda inoltre che nel dicembre 2025 la Giunta Anselmo, appena insediata, aveva approvato una proroga biennale del periodo di installazione e utilizzo della struttura temporanea del Bar Bufo motivando il provvedimento, sulla base di una perizia professionale esterna, anche con il perseguimento di un interesse pubblico. Su questo passaggio Bosetti lascia aperto il giudizio: «Penso che qualsiasi considerazione sia superflua».
Il tema centrale diventa però quello della valorizzazione complessiva di Lagolo. Bosetti contesta in particolare l’affermazione secondo cui senza il Bufo la località sarebbe «un mortorio».
«Se la valorizzazione di una località turistica viene lasciata o delegata all’intraprendenza del privato – sostiene – significa rinunciare al fondamentale compito dell’amministrazione comunale di essere regista di una seria programmazione dello sviluppo del territorio».
Per Bosetti, infatti, negli ultimi trent’anni sono stati soprattutto alcuni interventi pubblici a contrastare il progressivo declino delle attività private, anche grazie all’impulso del Patto territoriale del Bondone.
Fra questi cita il Parco delle Feste, realizzato nel 2008 come spazio destinato alle attività sociali, culturali e ricreative delle associazioni. Una struttura che, secondo il consigliere, dovrebbe recuperare pienamente la propria funzione originaria. «Gli amministratori dovrebbero risalire alle motivazioni che portarono alla sua realizzazione», sostiene Bosetti, chiedendo anche interventi di manutenzione straordinaria per affrontare le criticità presenti. Il Comune continua peraltro a mettere il Parco delle Feste a disposizione attraverso il proprio sistema di prenotazione e il regolamento per l’utilizzo delle strutture comunali.
Altro capitolo è quello del Clandestino, struttura che Bosetti descrive oggi come fortemente degradata e che considera uno dei nodi principali per il rilancio della località.
Durante il periodo del commissariamento, ricorda, era stato avviato un percorso per ricostruire l’edificio secondo nuove esigenze gestionali e di servizio pubblico. «Nel giro di alcuni mesi, dopo i contatti con la Provincia, era stato predisposto e approvato il progetto di fattibilità tecnico-economica per la ricostruzione del Clandestino e la sistemazione dell’area circostante con servizi sportivi e ricreativi».
Bosetti chiede quindi perché quel percorso non sia proseguito con la nuova amministrazione. A suo giudizio, il progetto sarebbe stato di fatto accantonato perché non condiviso dalla Giunta Anselmo.
Il confronto sul Bufo diventa così, nelle parole dell’ex sindaco, una questione più ampia: chi deve immaginare la Lagolo dei prossimi anni? «Possiamo pensare che sia il privato di turno a interpretare e perseguire questa strategia?», domanda Bosetti.
La sua conclusione è che attività economiche e iniziativa privata possano contribuire all’attrattività della località, ma che la responsabilità della programmazione debba rimanere pubblica.

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