
L’autunno è appena cominciato, le temperature iniziano a scendere e per molte famiglie trentine torna inevitabilmente il tema del riscaldamento di casa. Ma sul “Bando stufe” resta ancora aperto un conto importante: circa 1.099 domande presentate nel 2025 risultavano prive di copertura, per un fabbisogno stimato in altri 3,2 milioni di euro. Michela Calzà chiede ora alla Provincia di dire con chiarezza quanti soldi siano stati trovati, quali richieste potranno essere finanziate e soprattutto quando arriveranno risposte concrete alle famiglie. La consigliera provinciale del PD del Trentino, già vicesindaca di Dro, ha depositato una nuova interrogazione alla Giunta provinciale proprio alla vigilia della stagione fredda, tornando su una misura che aveva registrato una partecipazione molto superiore alle disponibilità economiche iniziali.
Il “Bando stufe” è nato per incentivare la sostituzione di vecchi impianti alimentati a biomassa con apparecchi più efficienti e meno inquinanti, con contributi destinati ai residenti trentini. Per l’edizione 2025 erano previste agevolazioni fino a 2 mila euro per stufe e caminetti e fino a 4 mila euro per caldaie a biomassa o impianti a emissioni zero, con un ulteriore sostegno per eventuali interventi sulla canna fumaria.
Secondo i dati richiamati da Calzà, nella risposta provinciale a una precedente interrogazione dello scorso gennaio risultavano finanziati complessivamente 1.161 impianti attraverso i primi due bandi, 897 dei quali con interventi anche sulla canna fumaria, per una spesa complessiva di circa 3,2 milioni di euro.
Per il 2026 erano inoltre disponibili 1,359 milioni di euro, destinati alle 54 domande rimaste “con riserva” dalla precedente edizione e, secondo le stime provinciali, a circa 436 richieste del Bando 2025. Restava però ancora scoperto un blocco consistente: circa 1.099 domande, corrispondenti a un fabbisogno ulteriore stimato in 3,2 milioni di euro. È proprio su questo punto che la consigliera torna ora a chiedere chiarimenti. La consistenza del problema è stata nuovamente richiamata anche in questi giorni nel dibattito pubblico provinciale.
La Provincia aveva annunciato contatti con il Ministero dell’Ambiente e della Sicurezza energetica per reperire nuove risorse e la possibilità di intervenire anche attraverso una successiva manovra finanziaria. «Ora è necessario capire a che punto siano questi impegni e quali siano i tempi concreti per chi ha presentato domanda», sottolinea Calzà.
Il ragionamento della consigliera lega direttamente la questione ambientale a quella economica. «Sostenere la sostituzione delle vecchie stufe significa intervenire su due fronti strategici: quello ambientale, riducendo le emissioni, e soprattutto quello economico, offrendo un aiuto concreto alle famiglie sempre più alle prese con il carovita e con l’aumento dei costi dell’energia e dei combustibili».
Un tema particolarmente sentito, secondo Calzà, nei territori montani e nelle zone non raggiunte dalla rete del metano, dove legna e pellet possono rappresentare una componente importante del riscaldamento domestico. Senza incentivi sufficienti, osserva la consigliera, esiste anche il rischio che continuino a essere utilizzati apparecchi più vecchi, meno efficienti e maggiormente emissivi.
Da qui le tre domande rivolte alla Giunta: quali risorse provinciali o ministeriali siano oggi effettivamente disponibili; se verrà pubblicata una nuova edizione del Bando stufe, con quali tempi e quale dotazione finanziaria; e infine quale sia la situazione aggiornata delle domande 2025 tra quelle già finanziate, liquidate, ancora in istruttoria o tuttora prive di copertura.
Con una richiesta ulteriore: chiarire se eventuali nuove risorse saranno utilizzate prima di tutto per chi è già rimasto in attesa dal 2025 oppure per aprire una nuova procedura.
«In un momento in cui cresce la necessità di trovare soluzioni alternative per il riscaldamento invernale – conclude Calzà – incentivare il ricambio degli impianti significa alleggerire il peso sulle famiglie e, al tempo stesso, promuovere un riscaldamento più efficiente e sostenibile».
(n.f.)