Articolo pubblicato il: 24/06/2026 alle 18:00
La Busa - Arco, Viale delle Magnolie torna a respirare: più spazio alle radici e nuova pavimentazione
Posted By Redazione
Categoria: Ambiente, Amministrativa, Notizie

 

Ci sono cantieri che si vedono subito, perché cambiano il volto di una piazza, di un viale, di uno spazio pubblico. E ce ne sono altri che meritano di essere raccontati anche per quello che non si vede: le scelte tecniche, le attenzioni, i ripensamenti, il lavoro degli uffici, la cura necessaria per non risolvere un problema oggi creandone uno più grave domani. È il caso dell’intervento nei giardini del centro di Arco, tra viale delle Robinie e viale delle Magnolie, uno dei cantieri avviati dalla giunta Fiorio che ha richiesto un lavoro complesso e paziente, coinvolgendo diversi uffici comunali e mettendo al centro non solo la riqualificazione della pavimentazione, ma soprattutto la tutela degli alberi.
Un cantiere annunciato e spiegato già all’inizio di aprile sulle colonne de La Busa, con l’intervista all’assessore alle opere pubbliche Massimiliano Floriani e all’assessora all’ambiente e al decoro urbano Chiara Parisi. Allora Floriani aveva inquadrato l’intervento nel percorso di manutenzione e riqualificazione del centro storico, ricordando la necessità di procedere “passo per passo”, dopo il cantiere del Foro Boario e con l’attenzione a non sovrapporre troppi interventi nello stesso momento, tanto da rinviare il nodo di piazza Sant’Anna.
Già in quella fase era emerso il cuore del problema: le pavimentazioni erano usurate, in parte ammalorate, ma sotto e accanto a quelle superfici vivevano gli apparati radicali delle magnolie, alberi preziosi per il paesaggio urbano e per il microclima del centro. Rifare semplicemente il piano di calpestio, senza considerare le radici, avrebbe potuto significare compromettere nel giro di pochi anni la salute delle piante.

 

 

A lavori ormai in fase di conclusione e portati avanti con soluzioni più delicate rispetto a un intervento ordinario, oggi è la stessa Parisi a raccontare il senso di questo cantiere: “Qualche capello bianco ce l’ha fatto venire, ma alla fine siamo riusciti a realizzare un viale che rispetta e tutela l’apparato radicale delle magnifiche magnolie che oggi regalano un po’ di fresco a una piazza particolarmente esposta al sole”.
Il punto è proprio questo. In tempi di estati sempre più calde, gli alberi non sono arredo urbano, ma infrastrutture climatiche. Le magnolie, con la loro chioma e la loro presenza ormai consolidata, offrono ombra, qualità paesaggistica e sollievo in uno spazio esposto alla calura. Per questo l’intervento non poteva limitarsi a sostituire una pavimentazione rovinata: doveva farlo senza sacrificare ciò che rende quel viale vivo.
Le vecchie pavimentazioni, ormai deteriorate e poco permeabili, sono state rimosse senza intaccare il sottofondo occupato dalle radici. I cordoli sono stati tolti con particolare attenzione, mentre gli apparati radicali sono stati protetti durante il cantiere con geotessuto. Dove sono state individuate lesioni a radici importanti, si è intervenuti con disinfezioni e tagli puliti, così da favorire una corretta cicatrizzazione.
Una scelta decisiva è stata l’ampliamento delle aiuole, pensato per evitare il taglio di radici significative che, crescendo, avevano iniziato a sollevare la pavimentazione esistente. In questo modo, spiega Parisi, è stato restituito spazio agli apparati radicali, migliorando le condizioni di sviluppo delle piante. Anche la nuova quota della pavimentazione è stata studiata con attenzione: l’intera superficie è stata rialzata fino al colletto degli alberi, evitando ulteriori scavi che avrebbero potuto danneggiare le radici e consentendo allo stesso tempo la posa della nuova finitura.
La scelta dei materiali va nella stessa direzione. Nella parte centrale, dove prima c’era porfido cementato, è stato posato un bolognino legato con resina su letto di ghiaia, senza cemento. Nei due percorsi laterali, dove prima dominava l’asfalto, è stato invece utilizzato uno stabilizzato resinato, più permeabile e più compatibile con la presenza degli alberi.
L’intervento sarà completato con nuovo terreno fino al colletto delle piante e con la messa a dimora di specie tappezzanti stolonifere, utili a ridurre il calpestio e la compattazione del suolo. Un terreno troppo compatto, infatti, riduce l’ossigenazione delle radici e può spingere la pianta a reagire meccanicamente, favorendo nel tempo il sollevamento delle radici superficiali e, di conseguenza, delle pavimentazioni.

(n.f.)

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