
Il Comune di Arco dedica al progetto «Arco città delle rondini» un Bio Blitz, evento di citizen science che si svolgerà nella mattina di sabato 6 giugno.
La citizen science (scienza partecipata o collaborativa) è il coinvolgimento attivo e volontario dei cittadini nella ricerca scientifica: affiancati da esperti, i partecipanti aiutano a raccogliere, analizzare e interpretare dati su larga scala. Il Comune di Arco ha scelto un evento di questo tipo che permette di ottenere grandi quantità di dati e di democratizzare la conoscenza, avvicinando le persone e rendendole più consapevoli nell’ambito di «Arco città delle rondini», progetto di monitoraggio e tutela di questi volatili cari all’immaginario umano e preziosi per l’ecosistema. Partendo da un dato di notevole rilievo, già confermato dai primi monitoraggi: Arco è uno dei pochissimi centri urbani del Trentino i cui gli avvolti e le corti ospitano ancora oggi i nidi di Hirundo rustica, la più sensibile tra le specie di rondine.
Bio Blitz inizia alle ore 9 in biblioteca, dove Alberto Bertocchi, ornitologo, ricercatore e naturalista, incaricato dal comune di Arco della redazione e gestione del progetto «Arco città delle rondini», presenta Bio Blitz e le cinque specie di rondini e rondoni da cercare nel centro storico e nei sobborghi: Hirundinidi (rondine, balestruccio, rondine montana) e Apodidi (rondone comune e maggiore). Alla presentazione e all’evento partecipa anche l’assessora Chiara Parisi che ha le deleghe all’ambiente, alla sostenibilità e all’ecologia. Quindi, la formazione dei gruppi, la distribuzione dei binocoli (chi ne possiede uno può portarlo) e l’inizio della sfida (per la quale è necessario avere con sé lo smartphone, e sono gradite anche le macchine fotografiche), che avverrà nei centri storici di Arco e sobborghi (i dati raccolti vanno caricati sulla app iNaturalist). Verso le 11 il rientro in biblioteca, la condivisione delle osservazioni, e l’analisi e il confronto dei risultati. Alla fine dell’evento, un piccolo premio per tutti i partecipanti.
«Il progetto è partito da due mesi – dice l’assessora Parisi – ma già possiamo trarne un bilancio positivo: l’attenzione e la sensibilità degli arcensi è notevole, sono ancora molti ad ospitare questi uccelli nelle loro corti e in tanti ad aver scaricato l’app iNaturalist e ad aver caricato dati e fotografie, segno di consapevolezza circa l’importanza della tutela della natura in tutte le sue parti».

