Articolo pubblicato il: 03/03/2026 alle 18:00
La Busa - Arco Slow raddoppia: due giornate per ripensare la città, nel segno dell’abitare
Posted By Redazione
Categoria: Attualità, Notizie, Salute, Scienze

 

Arco si prepara a rallentare. Lo farà letteralmente, fermando il traffico, ma soprattutto simbolicamente, invitando cittadini e visitatori a guardare la città con occhi diversi. L’edizione 2026 di Arco Slow cresce e raddoppia: non più una sola giornata, ma un intero fine settimana dedicato a un nuovo modo di vivere lo spazio urbano.
Il cuore dell’evento batterà tra sabato 28 e domenica 29 marzo, con un filo conduttore che quest’anno assume un significato particolarmente profondo: l’abitare.
Non soltanto la casa, ma tutto ciò che ruota attorno al vivere un territorio. Abitare come relazione, come uso degli spazi, come diritto e come sfida quotidiana. Un tema che, nell’Alto Garda, si intreccia con questioni concrete e sempre più attuali: affitti elevati, mutui onerosi, contratti brevi e prezzi in crescita che rendono complesso, soprattutto per i più giovani, costruire qui il proprio futuro. «Immagina una città che si ferma per respirare senza il rumore dei motori», recita il messaggio che accompagna la manifestazione. Un invito che è insieme suggestione poetica e proposta culturale: le strade che tornano luoghi di incontro, il camminare lento, la comunità che si riappropria degli spazi.

 

 

Sabato tra riflessione e confronto
Il weekend slow si aprirà sabato 28 marzo a Cantiere 26, con un pomeriggio dedicato all’approfondimento e al dialogo. In programma un convegno sui temi centrali dell’evento, tra interventi, sessioni parallele e momenti di confronto.
La giornata proseguirà in serata con un appuntamento di respiro nazionale: il live podcast “Città” realizzato in collaborazione con Will Media, occasione per allargare lo sguardo oltre i confini locali e inserire il dibattito sull’abitare in una cornice più ampia.

Domenica senz’auto: la città divisa in due, slow
Sarà però domenica 29 marzo il momento più visibile e partecipato della manifestazione. Il centro di Arco verrà infatti chiuso al traffico, trasformandosi in un grande spazio urbano condiviso. Per un’intera giornata, la città si presenterà letteralmente “divisa in due”: da una parte il ritmo consueto, dall’altra la dimensione slow.
Il cuore della festa si snoderà lungo via Marconi, via Garberie, via Cesare Battisti e viale delle Palme, coinvolgendo anche il Parco Ex Tennis (area urbana, a due passi dall’ex Casinò municipale, ridotta ad area cani e in cerca d’identità, ndr), che diventerà uno dei poli principali delle attività. Qui prenderà forma una vera e propria città temporanea, animata da giochi, laboratori, stand, musica, momenti ricreativi e spazi di incontro pensati per tutte le età. Circa cinquanta le realtà locali ed extraterritoriali presenti, accomunate dall’attenzione ai temi della sostenibilità ambientale, sociale e culturale.

La piazza delle idee e la città laboratorio
Arco Slow si conferma così non solo evento, ma laboratorio diffuso. Tra le vie del centro troveranno spazio progetti, associazioni e iniziative capaci di raccontare visioni diverse di futuro: dalla mobilità sostenibile alle comunità energetiche, dalla progettazione partecipata alla divulgazione scientifica, fino alle esperienze di inclusione e riuso creativo.
La strada, per un giorno, cambierà funzione. Non più solo asse di transito, ma palcoscenico, luogo di relazione, spazio di sperimentazione. Non a caso, tra le iniziative collaterali, compare anche una call dedicata a buskers e artisti di strada, chiamati a riempire di musica e performance gli angoli della città slow. Non mancherà una dimensione dedicata al movimento e all’espressione fisica. Danza, attività sportive e momenti ludici contribuiranno a costruire quella che gli organizzatori definiscono “armonia del corpo”: un intreccio di energia, gioco e socialità che riflette lo spirito stesso dell’evento.

Chi c’è dietro Arco Slow
Arco Slow nasce da un lavoro collettivo che coinvolge realtà associative, culturali e sociali del territorio. L’iniziativa è promossa da un gruppo di organizzazioni attive nell’ambito della sostenibilità, della partecipazione e della cittadinanza attiva, con il sostegno di partner locali e nazionali.
Tra i principali soggetti promotori e collaboratori figurano, in primis la Cooperativa Sociale Smart del presidente Francesco Picello che gestisce il centro giovanile intercomunale “Cantiere 26” di Prabi, poi Viração & Jangada, Officina Comune Rovereto e la rete internazionale Cittaslow International, da anni impegnata nella diffusione di modelli urbani orientati alla qualità della vita e alla vivibilità degli spazi.
L’evento può contare inoltre sul supporto della Fondazione Caritro e sul patrocinio del Comune di Arco, oltre alla collaborazione di numerose realtà del territorio e del mondo associativo. Tra queste compaiono associazioni culturali, sportive e sociali, gruppi di cittadinanza attiva e organizzazioni impegnate sui temi ambientali e comunitari, come la Rete Climatica Trentina, Alba Chiara APS, APS Oltreconfine, SAT Arco, Fondazione Michele Scarponi, oltre a diverse realtà educative e giovanili.

Un invito a immaginare il territorio
Nel suo insieme, Arco Slow si propone come un’esperienza comunitaria e culturale, capace di unire riflessione e quotidianità. Un invito a interrogarsi su come si vive la città, su come ci si muove, su come si costruiscono relazioni e identità territoriali.
Perché abitare – è il messaggio che attraversa l’edizione 2026, aggiornata settimanalmente sulla pagina social dedicata all’evento – non significa soltanto avere una casa, ma partecipare attivamente alla vita di un luogo. E immaginare un futuro in cui il paesaggio non sia solo da osservare, ma da vivere, curare e condividere. (n.f.)

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